
Un collaboratore del centro cantonale di vaccinazione di Giubiasco è all’origine del malfunzionamento avvenuto al centro il 3 marzo, quando erano giunte 240 persone invece delle 194 inizialmente calcolate. Non si è trattata né di una panne, né di un errore, bensì di una manomissione volontaria operata dal collaboratore. Ad anticiparne la notizia è la Rsi. L’uomo, un 30enne del Bellinzonese, licenziato e denunciato, ha agito per motivi personali, dovuti a screzi con dei colleghi.
L’uomo ha posticipato numerosi appuntamenti, creando quel giorno a Giubiasco un effetto a imbuto, con troppe persone presenti rispetto alle capacità del centro. Ciononostante, questo non ha avuto conseguenze sulla campagna vaccinale, né a Giubiasco né altrove in Ticino. Alle quattro corsie pronte, gli operatori ne hanno aggiunte altre tre, non facendo attendere nessuno più a lungo di quanto previsto.
Ai microfoni della Rsi, il capo Sezione militare e protezione civile Ryan Pedevilla ha dichiarato che “appena ci siamo accorti abbiamo fatto una verifica sugli operatori”. L'uomo non era alle dipendenze dell'amministrazione cantonale ma un ausiliario, quindi con un contratto a termine.
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