
Più c’è offerta, più c’è domanda e più si spende. Anche nella sanità funziona così. E, rispetto alla media svizzera, in Ticino c’è un’alta densità di farmacie, una rete ospedaliera decentralizzata e con un numero di letti superiore (5.52 per mille abitanti, 4.51 in Svizzera), un più alto tasso di densità di medici (31 per 10mila abitanti, 26 in Svizzera), una popolazione più anziana e meno sana e, infine, una mentalità, quella latina, che spingerebbe a "consumare" più sanità. Una realtà fotografata da Santésuisse, organizzazione mantello delle casse malati.
Tra le cause del costante aumento dei premi in Ticino, riporta il Caffè, c’è che ogni voce di spesa è superiore alla media svizzera. "Molta offerta ma anche troppi ‘partner’ indipendenti, nel senso di soggetti giuridici - osserva Carlo De Pietro, docente al Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale alla Supsi -. Un sistema istituzionale eccessivamente frammentato. Per cui il Cantone fatica ad avere un interlocutore unico con cui concordare un certo tipo di offerta, organizzazione, qualità, controlli". E lo stesso per i medici, i centri di fisioterapia, radiologia, le farmacie. Stefan Felder, economista sanitario e professore all’Università di Basilea, aggiunge un altro elemento: "L’assicurazione di base ha un ventaglio troppo ampio di prestazioni rimborsate".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

