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Ticino
"In Ticino non c'è un problema di stranieri"
"In Ticino non c'è un problema di stranieri"
"In Ticino non c'è un problema di stranieri"
Redazione
11 anni fa
Francesco Mismirigo stila un bilancio del suo operato. "Gobbi è alla mano e se c'è un problema è presente"

Come noto, il delegato cantonale per l'integrazione degli stranieri Francesco Mismirigo sta per andare in pensione, lasciano il posto all'attuale capo della Sezione della popolazione Attilio Cometta.

Dopo sei anni di lavoro al fronte, è quindi tempo di stilare un bilancio. Mismirigo lo fa in una lunga intervista rilasciata al Corriere del Ticino, dalla quale estraiamo alcuni passaggi che ci sembrano particolarmente significativi.

Come quello in cui Mismirigo afferma che no, il Ticino non è un cantone multietnico. "Assolutamente no" afferma il delegato. "In Ticino, a mio avviso, non c'è un problema di stranieri, c'è un problema di percezione dell'altro. (...) La maggioranza degli stranieri in Ticino è europea. Solo una piccola minoranza viene da altri continenti, per esempio gli africani, da Algeri a Città del Capo, sono se non erro 1'500. Ma bastava la presenza voluta, o mantenuta, al binario 4 della Stazione di Lugano di un certo spaccio di droga con la presenza di un certo numero di persone che - essendo uno dei luoghi più frequentati del Cantone - nell'immaginario collettivo ecco che sono tutti spacciatori. La stessa cosa vale per altri fatti di cronaca, veicolati spesso da certi media (per fortuna non tutti), portati in evidenza con titoli e articoli che mettono molto l'accento su determinate comunità etniche."

In merito ai frontalieri, Mismirigo afferma che "la presenza tutti i giorni di tantissime auto sulle strade che bloccano la circolazione, con un'influenza diretta sul vissuto di ognuno di noi, fa sì che un'antipatia verso certe automobili e certe targhe si trasformi al momento del voto in un'antipatia contro gli stranieri in generale."

Sul burqa, il delegato per l'integrazione degli stranieri ritiene che sia un aspetto dell'Islam di cui si parla fin troppo. "A parte alcune turiste del Golfo che portano il niqab, il velo integrale, in Svizzera e in Ticino è davvero poco presente" afferma. "C'è invece il velo così come lo portava mia nonna in Val di Muggio."

Infine due parole sul suo capo dipartimento, Norman Gobbi, appartenente a un movimento, la Lega, non sempre tenero con gli stranieri. "Secondo la leggenda metropolitana, Gobbi avrebbe dovuto far chiudere il nostro ufficio" ricorda Mismirigo tornando al 2011, anno in cui il leghista entrò in Governo. "Non conoscevo personalemente Gobbi e quindi non avevo nessun pregiudizio nei suoi confronti. E devo dire che fin dal primo giorno c'è stato con lui un dialogo molto aperto, la volontà di capirsi, e fin da allora Gobbi, per quanto riguarda il nostro servizio, non ha mai posto un solo veto."

"Gobbi è alla mano e se c'è un problema è presente" conclude Mismirigo.

L'intervista integrale è pubblicata sul Corriere del Ticino di oggi.

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