
«Si possono vedere gli eventi che ci sono questo weekend o, ad esempio, settimana prossima, con dei dettagli e la descrizione. Ma anche se ci sono degli amici che partecipano». Gli eventi che si svolgono in Ticino in un'unica app con anche funzionalità social e di community. Quella che ci racconta il cofondatore Simone Bovino si chiama Outzone ed è il progetto di una startup di quattro giovani ticinesi - Jeremy, Simone, Sevan e Filippo - con un'app che verrà lanciata ufficialmente alla fine di giugno. «Il valore aggiunto rispetto ad altre applicazioni è tutta la parte social. Non solo vedo la locandina, ma anche con chi andare all'evento, chi partecipa, i post della manifestazione, la galleria. È un vivere l'evento a 360 gradi».
Un «teaser» che ha sorpreso
Dopo circa tre anni di preparazione, il 1° giugno il primo lancio su Instagram dell'app ha portato a una reazione che il team non si aspettava, con oltre 170mila visualizzazioni del profilo e già duemila iscritti. «Non ce lo aspettavamo. Vedendo le statistiche ci sono sia giovani che persone adulte interessate. Questo ci spinge a credere ancor di più che quanto stiamo facendo va nella giusta direzione», commenta il cofondatore e CEO Jeremy Jornod. Ma cosa ne pensano della loro idea gli organizzatori di eventi? «Ci sono due correnti di pensiero diverse. C'è chi è molto contento e non vede l'ora che partiamo. Dall'altra parte invece ci viene detto che siamo gli ennesimi che ci stanno provando. Noi, però, siamo convinti: stiamo lavorando in modo serio e strutturato per far sì che il progetto possa funzionare e possa aiutare anche le organizzazioni a promuoversi e a rilanciare la crescita della vita sociale e degli eventi in Ticino».
Mai nulla da fare?
In Ticino, lo sappiamo da tempo, soprattutto i giovani si lamentano che non ci sia niente da fare. I cofondatori di Outzone non sono d'accordo: la definiscono la frase più famosa del cantone, ma anche la più sbagliata. «Noi quando abbiamo iniziato il progetto eravamo nella stessa barca dei giovani. In seguito, con l'evoluzione del progetto, iniziando anche a entrare in contatto con varie organizzazioni, ci siamo accorti che in realtà gli eventi ci sono, ma non vengono promossi come si deve», ribadisce Jornod. «Ad oggi purtroppo devi andare su internet, o sulle pagine social, ed è molto complicato, specialmente per chi arriva dall'estero. Un turista che viene a visitare la nostra regione, ad esempio, si trova in difficoltà, perché non sa dove andare a reperire le informazioni».

