
Dal 2008 al 2017 "Mani per l'infanzia", che si occupa di adozioni da Burkina Faso, Haiti e Etiopia, ha seguito 143 casi di bambini etiopi. 78 sono arrivati in Ticino. Da quest'anno però, questo non sarà più posisbile, vista la decisione del parlamento etiope di bloccare le adozioni internazionali. Orietta Lucchini, presidente dell'associazione, non è sopresa. "Loro hanno ufficializzato questa decisione, ma in Svizzera è stata presa almeno un anno e mezzo fa - ha commentato a laRegione -. Ormai non c'erano più le condizioni. Le autorità etiopi non davano informazioni corrette e continuavano a cambiare le carte in tavola senza avvertire e perfino rifiutando di incontrare i responsabili svizzeri che chiedevano spiegazioni. Corruzione e abusi erano sempre dietro l'angolo".
"Il ministero della donna e degli affari sociali ha l'ultima parola sul tema adozioni e dà il proprio consenso finale. L'opposizione durava da anni, e da qui nascevano i nostri probelmi: si arrivava quasi alla fine, e si rimaneva lì". Le adozioni in Ticino hanno comunque sempre avuto buon fine, anche se le procedure prendevano molto più tempo del previsto. "Da quando le adozioni dall'Etiopia sono diminuite, è stato evidente anche il calo di donazione per progetti sul posto".
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