
I Verdi del Mendrisiotto scrivono una lettera alla Consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider - in vista della sua visita in Ticino il 6 novembre - sul tanto discusso tema dei migranti. Per la sezione momò del partito, si legge nel testo, "il problema principale nel nostro territorio è la mancanza di trasparenza nella gestione della questione migratoria da parte delle autorità".
Un governo opaco
"L'amministrazione cantonale - prosegue la lettera firmata da Filippo Piffaretti - lavora in maniera estremamente ermetica e le procedure legate alle domande d'asilo non sono conosciute ai molti. Diverse prestazioni vengono delegate a due organizzazioni esterne, le quali delegano a loro volta a terzi, senza che il pubblico sia informato".
I parlamentari ticinesi non possono visitare i centri migranti
"Contrariamente a quanto succede in altri cantoni, i centri dove i rifugiati sono confinati in regime di semidentenzione non sono neanche accessibili ai parlamentari. L'accesso a questi centri è gestito in modo arbitrario".
Nessuna statistica sull'integrazione
"La stampa si limita a fornire delle informazioni puntuali, spesso legate alla criminalità, informazioni che sono spesso amplificata da personaggi che mirano a gettare benzina sul fuoco. Dal canto suo, il governo ticinese non pubblica nessuna statistica sull'efficacia delle misure d'integrazione".
Giovani migranti senza accesso alla scuola
Per quanto riguarda i migranti, "la loro integrazione è spesso ostacolata. In molti casi è anche difficile dargli il permesso di esercitare un'attività lucrativa. La gestione dei minori può invece dare origine a risvolti drammatici nel caso in cui gli viene rifiutato l'accesso all'educazione scolastica e questi vengono mantenuti inattivi nei centri per rifugiati. Durante lo scorso anno si contano almeno tre giovani migranti che si sono suicidati e diversi episodi di microcriminalità. È facile immaginare che questi fatti siano una conseguenza logica del sistema ticinese".
La presenza dell'esercito sarebbe sproporzionata
Nella loro lettera, i Verdi del Mendrisiotto chiedono a Baume-Schneider di rifiutare categoricamente un'eventuale richiesta da parte delle autorità locali e cantonali che miri a instaurare uno Stato di polizia nel nostro territorio. Per esempio delegando all'esercito dei compiti che dovrebbero essere svolti dalla polizia: "Chiasso è già fin troppo percepita come una città inospitale, nessuno desidera dunque che questa inospitalità venga accentuata da delle misure di polizia sproporzionate".
Per un'accoglienza più umana
La sezione momò del partito ringrazia infine Baume-Schneider del suo viaggio nel nostro cantone e spera che la sua visita possa "portare dei cambiamenti nella gestione dei migranti, con più trasparenza, un'accoglienza più umana e una migliore integrazione volta all'educazione e al lavoro".

