
Il tasso di disoccupazione ufficiale rimane fermo e su livelli contenuti in Svizzera: la quota dei senza lavoro si è attestata in settembre al 2,1%, lo stesso valore registrato in giugno, luglio e agosto, nonché dato più basso da fine 2001 (vedi articolo suggerito). Nel confronto su un anno vi è stata una contrazione di 0,2 punti.
Ma nel frattempo altre 3000 persone non hanno ormai più diritto a percepire i contributi dell'assicurazione. In Ticino la disoccupazione è al 2,5% (tasso invariato rispetto ad agosto, -0,1 annuo), nei Grigioni allo 0,8% (+0,1 mensile, -0,1 annuo).
Stando ai dati diffusi oggi dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) alla fine di settembre 99’098 disoccupati erano iscritti presso gli uffici regionali di collocamento (URC), 454 in meno di 30 giorni prima. Nel confronto su dodici mesi è stato osservato un calo di 7488 unità.
In Ticino i senza lavoro erano 4273: 61 in più di agosto e 254 in meno di settembre 2018. A titolo di confronto, la media annua del 2018 è stata di 4953, quella del 2017 di 5667. Il Ticino (2,5%) presenta una quota di senza lavoro che è la settima più alta in Svizzera: valori più elevati che a sud delle Alpi si osservano solo a Ginevra (3,8%), Vaud (3,3%), Giura (3,3%), Neuchâtel (3,3%), Basilea Città (2,7%) e Sciaffusa (2,6%). Sopra la media elvetica sono anche Argovia (2,4%) e Friburgo (2,3%), mentre i tassi più contenuti sono osservati a Obvaldo (0,6%), a Nidvaldo (0,7%) e nei Grigioni (0,8%): il cantone trilingue ha 852 disoccupati (+19 su agosto e -105 su base annua).
Tornando ai dati nazionali, va rilevato che il tasso rimane ai livelli più bassi da quasi 18 anni. A titolo di confronto gli ultimi dati di settembre erano stati 3,1% (2015), 3,2% (2016), 2,9% (2017) e 2,3% (2018). Le quote di senza lavoro registrate dalla SECO sono comunque tradizionalmente basse: negli ultimi 20 anni il valore mensile più elevato è stato del 4,3%, osservato nel gennaio 2004. Va anche rilevato come i dati sulla disoccupazione non tengono conto di coloro che hanno esaurito il diritto a ricevere le prestazioni e che ad esempio vivono di risparmi o si trovano a beneficio dell'assistenza.
Setacciando in dettaglio le tabelle relative a settembre 2019 emerge che fra i giovani la disoccupazione è del 2,4% (-0,1 mensile, -0,2 annuo); i disoccupati di 15-24 anni erano 12'652. Tra i lavoratori ultra 50enni il tasso è del 2,2% (nessuna variazione mensile, -0,2 annuo) e il fenomeno interessa 27'421 persone. I disoccupati di lunga durata (cioè quelli iscritti agli URC da oltre un anno) erano 13'286: 165 giovani, 6342 25-49enni e 6733 ultra 50enni.
Leggendo i dati in base alla nazionalità, gli svizzeri presentano una quota di senza lavoro dell'1,6%, gli stranieri del 3,6% (in entrambi i casi: dato fermo mensile, -0,2 annuo). Fra chi non ha il passaporto rosso le differenze sono comunque notevoli: fermo restando che nessuna comunità presenta valori inferiori a quelli relativi ai cittadini elvetici, lo scarto è ancora ridotto per tedeschi (2,3%), ma si fa già più consistente per gli italiani (3,3%) e i francesi (4,3%). Il dato più elevato è registrato dagli africani (7,6%), che la SECO presenta nel loro insieme, ma elevati sono anche i tassi di bulgari (6,1%), kosovari (5,4%), rumeni (5,5%) e turchi (5,0%). Nel suo insieme i 28 paesi dell'Ue (3,1%), con cui vige la libera circolazione delle persone, presentano una quota quasi doppia (3,1%) di quella mostrata dagli svizzeri.
I dati diffusi dalla SECO si basano sulle persone effettivamente iscritte agli URC. La definizione è quindi diversa da quella dei disoccupati ai sensi dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO), che opera attraverso sondaggi e che rende nota la sua stima trimestralmente: l'ultima disponibile - pubblicata a metà agosto - dà la disoccupazione in Svizzera nel secondo trimestre al 4,2%. Lo scarto fra i due dati - quello della SECO e quello ILO - suscita spesso acceso dibattito.
I disoccupati sono solo una parte del totale delle persone in cerca di impiego: quelle registrate presso gli URC in agosto erano 171’423, 1574 in più rispetto al mese precedente e 7076 in meno di un anno prima. In Ticino erano 8304 (+2,1% mensile, -1,0% annuo), nei Grigioni 1713 (+8,9%, -10,1%).
La SECO ha pubblicato anche gli ultimi dati disponibili relativi al lavoro ridotto, che in luglio ha interessato 744 persone (-50,6% in confronto a giugno) e 58 aziende (-31,0%), per un totale di 14'885 ore perse (-25,0%). A titolo di confronto, nel luglio 2018 erano state registrate 21’451 ore perse, ripartite su 416 persone in 59 aziende.
A luglio si riferisce anche l'ultima informazione riguardo alle persone che hanno esaurito il loro diritto alle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione: erano 3028, un dato superiore a quello di giugno (2196) e alla media mensile del 2018 (2930), ma inferiore a quella dei tre anni precedenti.
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