
Una foto del campo di calcio di Balerna, pubblicata su FB e a cui hanno reagito decine di persone, è solo uno degli esempi di diatribe che possono nascere - e che infatti sono nate - in tempi di siccità e di limitazioni all'utilizzo dell'acqua. Per alcuni i campi da calcio sono sacrificabili, per altri rivestono un'importanza sociale da salvaguardare. Per alcuni viene irrigato in modo eccessivo, per altri l'aspetto cromatico del campo indica l'esatto opposto. Quando l'oro blu scarseggia, bisogna farne buon uso ed evitare gli sprechi. Inviti che prestano tuttavia il fianco a diverse interpretazioni. Per il presidente dell'Associazione acquedotti ticinesi Maurizio Barro, occorre innanzitutto distinguere fra cosa è indispensabile (e quindi non va limitato) e cosa no. «Nel primo caso rientrano i bisogni primari, dunque l'acqua da bere, per cucinare e per l'igiene personale. Tutto il resto può essere considerato non essenziale: dalla cura del verde a esterno, agli orti, fino ad arrivare alle piscine o al lavaggio dei piazzali».
Sì alle piscine pubbliche, no a quelle private
Priorità che sono state messe nero su bianco in un documento con tre gradi di siccità rivolto agli utenti privati e pubblici. I cui interessi vanno ponderati diversamente. Un esempio, le piscine. «Riempire una piscina privata è già vietata col grado 1, mentre per una piscina pubblica diventa vietato il riempimento a partire dal grado 3. Questo perché una piscina pubblica è utilizzata da molta più gente e serve anche al refrigerio, che con questa canicola è necessaria. Una piscina privata è limitata ai pochi utenti che ne possono disporre».
Lavaggio delle auto sì o no?
Altro esempio di discrepanza, in questo caso per interesse economici, il lavaggio dei veicoli. Al momento è vietato in molte località, dove è però tuttora possibile recarsi negli autolavaggi professionali. «Chiaro che quando si va a toccare un'attività commerciale bisogna anche capire fin dove si può fare una limitazione - ammette Barro -. Qui si fa capo al senso civico di ogni singolo cittadino, ma l'invito a non utilizzare l'acqua per lavare un'auto dovrebbe valere per entrambe le situazioni».
A volte l'apparenza inganna
Anche le fontane in funzione nonostante la crisi idrica, infine, come quelle di Piazza Indipendenza a Chiasso, hanno sollevato polemiche spingendo il municipale Stefano Tonini a fare chiarezza, sempre su Facebook, spiegando che l'acqua viene riutilizzata e non vi è alcuno spreco. I motivi di disputa insomma non mancano. Non rimane che sperare in qualche abbondante precipitazione che permetta - è proprio il caso di dirlo - di calmare un po' le acque.

