
Negli ultimi quattro anni, il numero di persone arrivate nel nostro paese per ricongiungersi ai loro familiari è percentualmente al di sotto della media federale. Lo indica il Consiglio di Stato, in risposta ad una interrogazione firmata da Lorenzo Quadri. Lo scorso 12 giugno il deputato leghista chiedeva al Governo di quantificare il fenomeno. Lo spunto è stato offerto dal fatto che secondo le statistiche federali, quasi il 40% dell’immigrazione è proprio dovuta ai ricongiungimenti familiari. “Possiamo affermare - fa sapere il Consiglio di Stato - che la percentuale contenuta nel nostro cantone scaturisce anche dall’esame approfondito che gli uffici preposti dedicano ad ogni nuova domanda. Senza contare le verifiche successive nell’ambito dei rinnovi dei permessi o a seguito di separazione dei coniugi.” Nella risposta all’atto parlamentare, il Governo spiega inoltre a Quadri con quali strumenti giuridici vengono combattuti gli abusi. Senza però prendere sottogamba la questione. “Più in generale, il tema riveste effettivamente un’importanza da non sottovalutare” - ammette il Governo; che aggiunge: “da sempre sia le autorità federali sia quelle cantonali attribuiscono particolare attenzione all’esame e alla valutazione di ogni singolo caso, pur riconoscendo che possono sussistere oggettive difficoltà o incertezze per quel che concerne l’elaborazione delle domande di ricongiungimento familiare. "Per questi motivi - e così conclude il Consiglio di Stato - i nostri servizi si adoperano affinché non vi siano abusi, procedendo, se del caso, alla revoca o al mancato rinnovo del permesso di dimora o di domicilio”.
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