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Ticino
"In Svizzera buone condizioni quadro per fare impresa"
"In Svizzera buone condizioni quadro per fare impresa"
"In Svizzera buone condizioni quadro per fare impresa"
Redazione
8 anni fa
Presentati i risultati del Global Entrepreneurship Monitor realizzato da SUPSI e Haute école de gestion di Friborgo

L’indagine internazionale più importante nel campo dell’imprenditorialità, il Global Entrepreneurship Monitor (GEM), ha rivelato che in Svizzera, nel 2017/2018, le condizioni quadro per fare impresa sono complessivamente migliori rispetto alle economie di confronto che hanno partecipato all’inchiesta. La Svizzera ha ottenuto ottimi risultati nel campo finanziario, nell’infrastruttura commerciale, nella formazione terziaria, nel trasferimento di conoscenze e di tecnologia, nonché nei programmi governativi a sostegno dell’imprenditorialità.

Il tasso di creazione di imprese si attesta all’8.5%, in leggero aumento rispetto all’ultimo rilevamento (+0.3%) ma inferiore rispetto alle economie basate sull’innovazione (9.1%), quali Stati Uniti, Canada o Australia. Tuttavia, la proporzione di iniziative imprenditoriali avviate grazie allo sfruttamento di opportunità imprenditoriali (67.6%) risulta superiore alla media, mentre quella derivante dalle necessità rappresenta solo il 13.9%. Ciò ha ripercussioni anche sulle aspettative di crescita: con il 33.2% degli imprenditori che prevede la creazione di 6 o più posti di lavoro nei prossimi cinque anni, la Svizzera si posiziona direttamente dopo gli Stati Uniti. Non solo questo è il tasso più alto tra i paesi europei, ma è anche il risultato più alto registrato nel nostro Paese da quando è entrato a far parte del GEM.

I dati raccolti sulle attitudini imprenditoriali confermano il basso tasso di attività imprenditoriale tra i giovani di 18-24 anni; questo gruppo di età, che considera l’imprenditorialità come buona opportunità di carriera, esprime una paura del fallimento relativamente bassa, ma non è convinto delle proprie capacità imprenditoriali. Ci si può chiedere se in Svizzera non si inizi troppo tardi a promuovere l’imprenditorialità, segnatamente attraverso la formazione.

L’analisi della situazione secondo la prospettiva di genere è rivelatrice: oggi le donne sono meno disposte a lanciarsi nella via imprenditoriale rispetto a una decina di anni fa. Ci sono diverse ragioni che possono spiegare questo dato di fatto. Tra quelle più plausibili troviamo la ricerca di un miglior equilibrio tra lavoro e famiglia come pure le scelte di indirizzo di studio delle donne rispetto agli uomini. Il sostegno alle start-up è rivolto oggi in particolare ai progetti tecnologici, ciò che riduce la probabilità di trovare delle donne tra i promotori di questi progetti.

Focus sul Canton TicinoIl tasso di creazione di imprese nel Canton Ticino per l’anno 2017/18 si attesta al 5.7%, inferiore rispetto alla media nazionale (8.5%) e tre punti percentuali in meno rispetto al precedente rilevamento. Nel confronto con le altre regioni linguistiche della Svizzera, il Canton Ticino, con un valore pari al 66.7% si contraddistingue ancora una volta per la considerazione dell’attività imprenditoriale quale buona scelta di carriera. Tuttavia, lo status associato alla figura dell’imprenditore, così come l’attenzione dei media verso il fenomeno imprenditoriale hanno subito – rispetto all’ultimo rilevamento – una diminuzione, attestandosi, per ambedue gli indicatori, al di sotto della media nazionale.

La percentuale di persone che vede buone opportunità per avviare un’attività imprenditoriale nella zona in cui vive è passata dal 28.6% al 36.3%, seppur rimanga ben al di sotto della media nazionale, pari al 47.2%. Molto lavoro rimane quindi da fare, in virtù anche di una capacità percepita nel fare impresa che sempre più si avvicina alla media nazionale – elemento, questo, sicuramente positivo – ma con un timore del fallimento che si situa al 45.4%, ben 16 punti percentuali superiore alla media nazionale. Questo timore è un importante freno all’attività imprenditoriale, corroborato, tra l’altro, da un basso valore legato alle intenzioni imprenditoriali che, per il nostro cantone, si situa al 7.6% (media nazionale del 10.5%).

Una riflessione per il Canton TicinoAl momento, e non solo secondo i dati rilevati dal GEM, la situazione per il Canton Ticino non è ancora ottimale. Negli ultimi anni sono stati fatti molti sforzi, sia in termini di sensibilizzazione, di azioni e di misure concrete, sia per quanto concerne gli strumenti legislativi. Ciononostante, una riflessione s’impone sul reale ritorno – una sorta di Return on Investment (ROI) imprenditoriale – su quanto fatto sino ad ora. Dopo un decennio di euforia programmatica ed operativa che, inevitabilmente, ha visto crescere il numero di iniziative pubbliche e private a sostegno dell’imprenditorialità, ora sarebbe opportuno puntare maggiormente sulla qualità delle offerte e delle prestazioni, a costo di non portare avanti alcuni progetti o iniziative, a meno di trasformarle e ottimizzarle. La quantità di iniziative non genera per forza progetti imprenditoriali di qualità. Per riuscire nell’impresa di sviluppare il proprio modello d’affari e renderlo progressivamente appetibile agli investitori non sono sufficienti gli ormai molto diffusi corsi di formazione all’imprenditorialità e qualche ora di accompagnamento. Bisogna completare il pacchetto dei sostegni con fondi “seed” che permettano un sostegno più accurato, intenso e mirato delle fasi di disegno, impostazione, prototipazione e primi test sul mercato. Senza questi fondi il salto dalle idee, per quanto buone e interessanti, a veri progetti imprenditoriali innovativi e degni di supporto è troppo grande. Non dotarsene può significare bruciare sul nascere promettenti iniziative. Un vero peccato dal punto di vista della crescita e dello sviluppo socio-economico. 

Informazioni relative all’indagine Global Entrepreneurship MonitorLa Haute école de gestion di Friborgo (HEG-FR), membro della University of Applied Sciences and Arts Western Switzerland (HES-SO), in collaborazione con il Centro competenze inno3 della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), si è occupata del rapporto svizzero dello studio internazionale del Global Entrepreneurship Monitor (GEM). Sono state realizzate 2'422 interviste telefoniche e 36 interviste ad esperti al fine di identificare le attitudini e le aspirazioni imprenditoriali della popolazione, nonché i fattori di successo che determinano la natura e la dimensione dell’attività imprenditoriale. Il Centro competenze inno3 della SUPSI si occupa della regionalizzazione dell’inchiesta GEM per il Canton Ticino, che ha coinvolto oltre 500 rispondenti.

Link per scaricare lo studio:http://www.supsi.ch/inno3/eventi-comunicazioni/news/2018/2018-07-16.html

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