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"In quattro anni abbiamo fatto tanto, ma non c'è ancora parità"
Redazione
3 anni fa
Obiettivi del movimento Più Donne, frontalierato in Ticino e tedesco in prima media. Sono alcuni dei temi affrontati a Ticinonews da Tamara Merlo, deputata in Gran Consiglio per Più Donne.

Tamara Merlo, deputata in Gran Consiglio per Più Donne dal 2019, è stata protagonista della nona intervista pre elettorale a Ticinonews. Fra i temi discussi gli obiettivi del movimento Più Donne (quali la parità, la conciliabilità lavoro-famiglia e il sostegno alle vittime di violenza), il frontalierato in Ticino e l’insegnamento del tedesco in prima media.

Nel 2019 il movimento Più Donne, appena creato, è subito riuscito a conquistare due seggi in Parlamento. A 4 anni di distanza qual è il vostro obbiettivo?
"Sarebbe molto bello poter riconfermare questi seggi per poter continuare il lavoro, perché purtroppo abbiamo fatto tanto in questi 4 anni, ma non siamo ancora arrivate alla parità e lo vediamo dagli indicatori che sono usciti in occasione della giornata internazionale dei diritti della donna, i quali non fanno sperare bene".

Si può dire che il vostro nome racchiude già il programma politico: votate per la parità, la conciliabilità lavoro-famiglia e il sostegno alle vittime di violenza. Gli altri partiti non fanno abbastanza a proposito?
"No, soprattutto perché non mettono la parità come priorità. Magari portano avanti i temi della parità, ma spesso vengono in secondo, terzo o quarto piano. C'è sempre qualche altra emergenza o qualche altro tema all'ordine del giorno che fa sì che ci si occupi di parità solo nei ritagli di tempo rimanente. Quello che ci teniamo a ricordare ad ogni seduta di Gran Consiglio è che stiamo parlando dei diritti della metà della popolazione, diritti che non sono ancora all’altezza di quello che dovrebbero essere. Possiamo dire che la parità non c’è concretamente, ma è solo sulla carta".

Perché in politica secondo lei servono Più Donne?
"Perché la politica dovrebbe rispecchiare la società. È una questione di rappresentatività e di giustizia sociale, non possiamo lasciare metà della popolazione esclusa. Quando sono nata io nel 1968 mia madre non aveva i diritti di cittadina, così come le mie nonne e chiunque di queste donne, che in quegli anni non potevano votare. A distanza di poco più di 50 anni la parità non c’è ancora".

Di recente il numero di frontalieri in Ticino ha raggiunto un nuovo record: 78'000. Esiste l'effetto sostituzione? Cosa bisogna fare?
"Per me è molto chiaro: ho sempre sostenuto ‘Prima i Nostri’ e ho sempre votato contro la libera circolazione. Per me l'immigrazione e il mercato del lavoro devono essere controllate, quindi ci devono essere di nuovo i contingenti. È chiaro che la mia posizione non è quella della maggioranza, però recentemente ho visto che anche i Cantoni romandi stanno cominciando a rendersi conto dell'effetto sostituzione e dell'effetto di abbassamento dei salari. Presumo che poco alla volta questa consapevolezza si diffonderà anche al resto della Svizzera e magari ripenseremo alla politica della libera circolazione e torneremo a controllarla, in modo da avere lavoratori che effettivamente servono quando non ci sono i lavoratori sul territorio, evitando di perdere dei posti di lavoro, dei soldi e tutto ciò che ne consegue. È un impoverimento del Ticino piuttosto evidente".

L’insegnamento del tedesco dalla prima media: il 60% dei docenti è contrario. Lei cosa ne pensa?
"Penso che si debbano ascoltare sia i docenti sia i bambini di prima media e capire cosa ne pensano. Penso che passare dalle elementari alle medie sia un momento emozionante e magari si pensa sia meglio non caricarli troppo di lavoro. Ma se si può fare io sono favorevole all’insegnamento delle lingue, magari addirittura a partire dalle elementari piuttosto che dalle medie".

L'intervista completa:

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