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Ticino
In quarantena a sorpresa di ritorno dal Messico
Marco Jäggli
6 anni fa
In procinto di rientrare in Svizzera una ticinese ha scoperto suo malgrado le nuove imposizioni implementate ieri dalla Confederazione: “Ok la quarantena, ma il viaggio fino in Ticino?”

Si chiama Shendra, è un’artista ticinese di 33 anni che due anni fa si è trasferita in Messico per inseguire un amore anche se, ci dice, sarebbe comunque voluta uscire dall’Europa. Come ogni anno progettava di ritornare a casa per l’estate per rivedere la famiglia, quando ieri sera (con un ritardo di 7 ore rispetto alla Svizzera) è stata bombardata di messaggi proprio dai suoi parenti: dal 23 luglio infatti il Messico sarebbe stato incluso nella lista dei paesi a rischio della Confederazione, con tanto di obbligo di quarantena in entrata. Un guaio, se si ha il visto in scadenza il 29 e si progettava di tornare entro quella data: “Dall’oggi al domani e di colpo mi trovo a dover fare la quarantena... perdendo la possibilità di rivedere molte persone a cui tenevo. So che sembrerà egoistica come lamentela ma io stavo tornando in Svizzera per rivedere la mia famiglia, non per fare vacanza, e dieci giorni su un mese e mezzo sono comunque tanti”.

Una situazione paradossale
Quello che più non va giù a Shendra sono le incongruenze che vede nell’applicazione delle direttive: “Io arriverò a Zurigo e nessuno potrà venire a prendermi in quanto potenzialmente infetta, quindi sarò obbligata a prendere il treno o il bus, rischiando di contagiare molte più persone”. Un paradosso, che la ragazza vede anche nella mancanza di controllo sulla quarantena e, soprattutto, sulla mancanza di un tampone: “A questo punto arriverò a casa ci rimarrò per 10 giorni... controllata da chi? Dovrebbero venire almeno a controllarmi già la temperatura, per verificare che io non mi stia ammalando”.

“La quarantena dovrei farla in aeroporto”
“A Zurigo dovrebbero blindarmi e farmi fare la quarantena in aeroporto, senza farmi spostare, se fossero veramente logiche le loro norme di procedura” E se ti facessero il tampone? “Questo sarebbe un modo per far sì che la mia quarantena forzata sia un po’ più giustificata, dovuta al fatto di dover aspettare il risultato del tampone. Ma se io entro nel paese con il virus in incubazione, mi viene fuori dopo 5 giorni ed io sono asintomatica, finita la quarantena io esco e sono contagiosa, però senza tampone nessuno me lo può dire”. “Io capisco”, continua Shendra, “che è l’unica maniera per cercare di tutelare la popolazione che hanno trovato, però, scusatemi tanto, per me non ha molto senso”.

La situazione in Messico
La giovane artista ammette che parte del problema deriva anche dal non aver seguito spesso le notizie: “C’è molto allarmismo, preferisco fare riferimento a quello che sento direttamente dalla gente e bene o male qui non c’è panico, non c’è mai stato”. Ovviamente si sono stabilite le distanze sociali e la gente fa più attenzione, ma non si respira lo stesso clima di terrore che, ci dice, in Perù, dove si è addirittura ricorsi all’utilizzo dell’Esercito. Per questo è sempre stata abbastanza tranquilla: “io ho la fortuna di non avere parenti stretti qui, quindi le uniche notizie veramente negative le ho vissute in seconda persona, riuscendo a mantenere un filtro. Però allo stesso tempo non mi è successo di vedere persone a rischio preoccuparsi veramente”. “Non penso sia incoscienza”, spiega Shendra, “semplicemente in Messico non ci si può permettere di stoppare la vita, che si svolge in gran parte per strada, da chi vende a chi fa ogni sorta di lavoro. Non possiamo pretendere che tutto sia bello come in Europa, e penso che la situazione sia simile in tutta l’America Latina”.

Cosa farai dopo la quarantena?
“Da brava artista penso che la trasformerò in un progetto con un diario di quarantena, dove ogni giorno parlerò di cosa avrei potuto fare... Poi disegnerò un sacco, farò un sacco di esercizi, mangerò bene... prenderò il poco sole che filtrerà dalla finestra e via!”

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