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Ticino
In piazza per protestare contro le cure a domicilio: «Non è colpa dei pazienti»
Redazione
6 ore fa
Circa 300 persone si sono riunite in Piazza Collegiata per protestare contro la misura di risparmio del Governo

Circa 300 persone si sono riunite questo pomeriggio in Piazza della Collegiata a Bellinzona per protestare contro la partecipazione degli utenti ai costi delle cure a domicilio. La misura di risparmio introdotta dal Governo, ricordiamo, prevede un contributo di 50 centesimi ogni 5 minuti di cura, fino a un massimo di 15 franchi al giorno a carico dei pazienti. Il costo totale medio è stimato in circa 150 franchi, ma potrebbe arrivare fino a 450 franchi.

«Non è colpa dei pazienti»

Ad organizzare la manifestazione l’Alleanza per i diritti dei pazienti che ha distribuito ai presenti palloncini azzurri, dello stesso colore dello slogan che sventolava sui gradini davanti alla chiesa, dove si sono tenuti i discorsi: «Non è colpa dei pazienti, si sospenda ora la misura», il messaggio del manifesto.

Appello ai partiti in vista del voto

A prendere la parola per primo è stato Fabrizio Sirica, co-presidente del PS, che ha sottolineato il successo della petizione con 20mila firme e la forte mobilitazione contro il provvedimento. Sirica ha ricordato che lunedì il Gran Consiglio sarà chiamato a esprimersi sullo stralcio della misura, proposta dalla sinistra. Da qui l’appello a Centro, PLR e Lega – e ai loro presidenti – affinché si schierino contro il provvedimento.

Le testimonianze: «Le cure non sono un costo»

Tra gli interventi anche quello di Denise Carniel, paziente beneficiaria delle cure a domicilio e attivista per le persone con disabilità, che ha ribadito l’appello a sospendere la misura. Ha preso la parola anche Arianna Bettosini, infermiera indipendente a domicilio, che ha messo in guardia da una deriva del sistema: il rischio è che il rapporto tra infermiere e paziente si trasformi in una relazione economica. Entrambe hanno invitato il Gran Consiglio «ad avere il cuore di tornare indietro» e a stralciare la misura, sottolineando che le cure sono un valore da difendere.

«Decisione incomprensibile e controproducente»

Un operatore sociale ha definito il provvedimento «incomprensibile e inaccettabile», ricordando che le cure a domicilio rappresentano un bisogno fondamentale, non solo per l’assistenza sanitaria ma anche per l’inclusione e l’autodeterminazione dei pazienti. Secondo lui, la misura rischia inoltre di produrre l’effetto opposto, aumentando i costi complessivi della sanità.

Durisch: «Poca trasparenza dal Governo»

Critiche anche da Ivo Durisch (PS), firmatario dell’iniziativa urgente che sarà discussa lunedì in Gran Consiglio. Il deputato ha puntato il dito contro i metodi comunicativi del Governo, denunciando scarsa trasparenza: la misura è stata inserita si nel preventivo, ma senza cifre chiare fin dall’inizio e senza informazioni precise sulle modalità di applicazione.