
È iniziata poco dopo le quattro di oggi in piazza Governo a Bellinzona la manifestazione di protesta contro l’aumento dei premi di cassa malati. Diverse centinaia di ticinesi hanno aderito all’appello dei Verdi. Sul cancello di Palazzo delle Orsoline campeggiava uno striscione leghista: “Wanted cassamalatari”. La manifestazione, sostenuta da partiti e movimenti della sinistra e dai sindacati, è stata aperta dal discorso dell’ex responsabile dell’Ufficio assicurazione malattia Bruno Cereghetti che ha richiamato il valore della solidarietà legato alle casse malati. Ha poi preso la parola il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia che ha puntato il dito contro i partiti assenti (Ppd, Plr e Udc non hanno ufficialmente aderito alla protesta): “Non sono in piazza perché a loro il sistema va bene così. Hanno deputati federali sul libro paga delle casse malati”. E ha definito il lobbysti “squali senza scrupoli che inquinano la democrazia”. Savoia ha detto che quella di oggi è una battaglia per la dignità delle persone e la libertà di tutti. E ha concluso: “Basta ricevere i consiglieri federali con i tappeti rossi”. Il presidente leghista Giuliano Bignasca ha attaccato duramente il sistema: “La Lega si batte da 15 anni contro i furti dei cassamalatari. È una battaglia che fa parte della nostra storia ed è una delle più importanti. I consiglieri federali se ne fregano dai ticinesi. Non si può attendere oltre. Bisogna creare subito una cassa pubblica”. Tra gli interventi, anche quello di Matteo Pronzini, del Movimento per il socialismo, che ha messo in relazione la salute con la precarietà del lavoro. Citando uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità ha detto: “L’ingiustizia sociale uccide su larga scala. Appare quindi necessario agire, sul tema della salute, prioritariamente su questi elementi e non focalizzarsi sulle differenze biologiche o di comportamento. È la organizzazione stessa della società che essere messa in discussione.emmebi
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