
Erano tantissimi, oltre 5mila (a detta degli organizzatori). Una piazza gremita, partecipe e indignata che ieri nel tardo pomeriggio ha urlato tutto il suo disappunto verso Palazzo delle Orsoline, chiedendo un passo indietro sulle misure di risparmio che vanno a colpire il personale, il sociale, l’istruzione. “Numeri espressione di un malessere che non va ignorato”, sostiene il presidente del PLR Alessandro Speziali, il quale prosegue ritenendo necessario “un impulso in più ad analizzare in modo critico quanto proposto dal Governo”.
Guerra: “Vincoli voluti dal popolo”
“Manifestare è legittimo ed è importante ascoltare”, gli fa eco Michele Guerra. Il deputato della Lega ricorda però anche che “siamo di fronte a dei vincoli voluti dal popolo, conseguentemente i conti vanno riequilibrati. Il Governo ci ha presentato le sue misure e noi – prima di approvarle o scartarle – le stiamo analizzando attentamente. Non sono decisioni che si prendono a cuor leggero. Ci è stato indicato che in ogni caso al 77% dei dipendenti non sarà ridotto il salario e di questo dobbiamo tener conto”.
Agustoni: “Percepito come un’ingiustizia”
Dal canto suo, il capogruppo del Centro Maurizio Agustoni sottolinea come “sia chiaro che il contributo di solidarietà, di fatto una decurtazione salariale, associato al mancato rincaro viene percepito come un’ingiustizia”, il quale continua affermando che “I dipendenti pubblici sono le vittime di una mancata revisione seria dell’amministrazione. Non è questo il modo di lavorare e proporremo in modo vincolante l’analisi della spesa pubblica”.
Sirica: “Siamo di fronte a un’erosione del potere d’acquisto”
Quanto accaduto ieri in piazza “è la realtà che sta dando una sberla alla politica miope”. Una metafora chiara quella esternata dal co-presidente socialista Fabrizio Sirica, il quale promette che “siamo di fronte ad un’erosione del potere d’acquisto e faremo di tutto per evitare i tagli e per concedere il rincaro a tutti i dipendenti statali e parastatali, anche promuovendo altri momenti di protesta e lanciando referendum”.
Appuntamento martedì 28 novembre in Gestione
Ma Michele Guerra difende a nome della Lega il risanamento finanziario, agendo sugli eccessi di spesa ed evitando una carneficina sociale: “Qualora dovessimo scartare alcune misure, ne dovremo trovare delle altre. Personalmente penso ad esempio ad un plafonamento della spesa o a una percentuale minima di risparmio su tutte le voci. Non dovessimo farlo, rischieremmo un aumento delle imposte”. Di parere diverso c’è ancora Agustoni, il quale sostiene che “quanto proposto non è quello che si era chiesto e non escludiamo un ‘no’ ad alcune misure come, appunto, il contributo di solidarietà e il taglio dei sussidi. Se questo comporterà un deficit più alto non è colpa del Gran Consiglio”. Infine, anche per Speziali “alcuni tagli hanno un senso, altri no. Come PLR stiamo ragionando sulle loro conseguenze concrete. Da tempo diciamo però che l’amministrazione cantonale deve essere gestita meglio. Ampliare la macchina peggiorando le condizioni non è la soluzione”. Insomma, sembra che - almeno all’apparenza - bandiere e cartelli non siano stati sventolati a vuoto. Il prossimo appuntamento sarà martedì prossimo in Gestione.

