
La prima pietra della nuova Rete tram-treno del Luganese è stata simbolicamente posata dai giudici del Tribunale federale. Negando l'effetto sospensivo a un ultimo ricorso, infatti, la corte losannese ha permesso il via libera al cantiere che cambierà la mobilità nel Luganese. Da metà ottobre, quindi, i ticinesi potranno vedere i primi lavori. Dove? Ce lo spiega il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali: «La prima cosa che vedranno sarà tra Bioggio e Manno, la traslazione della strada cantonale verso montagna. Quindi vedranno probabilmente fare degli scavi, abbattere il muro di sostegno esistente e la costruzione di uno nuovo, appunto, più discosto. E dopo, l'anno prossimo, ritengo che ci sarà spazio per l'inizio dei lavori veri e propri e la prima opera da realizzare, naturalmente, è la galleria».
«Il percorso giuridico è completato»
Nonostante fosse atteso, il via libera da Losanna è rasserenante: «Ci aspettavamo che questo ricorso non avesse possibilità di ottenere l'effetto sospensivo, però vederselo scritto dal Tribunale Federale è un sollievo e una soddisfazione», spiega Zali. «I ricorrenti abitano in una zona discosta rispetto a dove si svolgeranno le opere principali e le loro obiezioni riguardano tutto sommato un'altra situazione. Quindi ce lo aspettavamo, siamo contenti di vederlo e ora il Cantone ha fatto la sua parte, ha assicurato il finanziamento e assicurato in sostanza la crescita in giudicato del progetto. La società RTTL SA ora può procedere nei lavori di costruzione che sono tutt'altro che semplici, ma il percorso giuridico è completato».

