
Per loro è un gioco, ma hanno un ruolo molto importante nel ritrovamento delle persone disperse. Si tratta dei cani da ricerca di Redog, che dopo anni di addestramento ottengono un brevetto per poter collaborare con la polizia cantonale quando si cerca una persona in montagna o nei boschi. Ma come avviene l’addestramento? Abbiamo seguito un’esercitazione degli specialisti di Redog Ticino, che sono intervenuti per una ragazza data per dispersa nei boschi di Carona. All’opera c’era il team composto da Daniele Zanetti e dal suo cane Opal, che ci hanno mostrato tecniche e modalità di ricerca. “Il cane esce in ricerca per trovate oggetti della persona scomparsa”, ci spiega Zanetti. “Poi facciamo verifiche con i famigliari della persona scomparsa e in caso affermativo, abbiamo un'informazione su dove è passato il disperso. Da lì si prosegue la ricerca: usiamo il talco per vedere l'aria da che parte va e aiutare il cane ad andare in una direzione dove può prendere l'odore e dove eventualmente può esserci una persona. C'è sempre la speranza che torni con un oggetto”.
Mai soli nella ricerca
Il team non è composto da una sola persona. Con Zanetti c’è anche quello che in gergo chiamano aiuto Sar (Search and Rescue). "È una persona che dà indicazione del terreno. Se c'è una zona pericolosa, il sar dice dove andare". Tutti devono chiaramente essere brevettati. E non è un percorso semplice né tantomeno breve. "Ci vogliono dai 3 ai 4 anni a preparare un cane da ricerca. La cosa importante è avere un buon feeling con il proprio cane e una buona preparazione. Tutto questo si rinforza lavorando sulla ricerca nel bosco, nella zona aperta, o in un sentiero".
Un'associazione attiva da oltre 50 anni
Redog è attiva da oltre 50 anni in Svizzera e la sezione ticinese celebrerà il cinquantenario nel 2025. Esistono due gruppi di ricerca: in caso di catastrofe, che sono attivi nella ricerca sotto le macerie; o la ricerca in superficie, con team attivi nelle zone impervie come boschi e montagne). "Di solito è la polizia che ci chiama, dopo aver fatto un primo sopralluogo”, ci spiega il responsabile della ricerca in superficie Tiziano Barray. “Ma anche il privato può rivolgersi a noi. C’è il capo intervento che dà l'allarme. E noi offriamo un servizio gratuito”.

