
In Lombardia sono complessivamente oltre 165'000 le persone che hanno una licenza per il porto d'armi, il che rappresenta il 5% in più rispetto al 2015. Questa cifra è stata riportata oggi da Il Caffè, che parla di "province di confine super armate".
Quella in cima alla classifica è Brescia, con più di 48'000 permessi segue Milano con oltre 39'000. Ma anche Como e Varese, decisamente più piccole, non scherzano: sono infatti state censite rispettivamente 9'051 e 3'753 armi.
Secondo gli esperti, interpellati dal domenicale, l'aumento di richieste per fucili e pistole da tiro sportivo o da caccia nascondono, nemmeno troppo, la volontà di avere un'arma in casa per questioni di sicurezza.
La situazione in Svizzera e in Ticino
Per quanto riguarda il numero di armi registrate, il Ticino è quarto in classifica a livello nazionale con 50'000. Al primo posto c'è il Canton Vaud, con oltre 125'000, segue Zurigo con 120'000 e terzo Ginevra con 107'000. Questi sono i dati forniti dai registri cantonali, perché - come spiega a Il Caffè Amanda Gavilanes, segretaria del Gruppo svizzero senza esercito - in Svizzera manca un data-base nazionale, che possa fornire una istantanea precisa sulla situazione nel Paese. Un registro nazionale sarebbe dovuto diventare operativo da quest'anno, ma poi tutto è naufragato. "È inconcepibile - aggiunge Gavilanes - che non esista uno strumento unico di classificazione, tra armi sportive, da caccia o per altri usi".
Ufficialmente, sempre secondo i dati forniti dal domenicale, le armi che circolano nella Confederazione sono circa 2 milioni, incluse le ben 26'000 registrate lo scorso anno.
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