
Nemmeno il direttore dell'Associazione industrie ticinesi (AITI), Stefano Modenini, si dice particolarmente sorpreso dell'approvazione da parte del popolo ticinese dell'iniziativa dei Verdi "Salviamo il lavoro in Ticino", che prevede l'introduzione di salari minimi differenziati per settore e mansione.
Lui si era battuto contro l'iniziativa, sottolineando che a trarne vantaggio sarebbero stati quasi solo i frontalieri, ma ora accetta il verdetto popolare e si dice pronto a sedersi a un tavolo per trovare la miglior soluzione di applicazione possibile.
"Non sono stupito dal risultato odierno, ho sempre pensato che il principio sarebbe passato" ci dice Modenini. "Un'altra cosa sarà però la traduzione dell'iniziativa."
"Quando tutti si accorgeranno delle difficoltà giuridiche e pratiche dell'applicazione dell'iniziativa, forse qualcuno aprirà gli occhi" afferma ancora il direttore di AITI.
Secondo Modenini, l'iniziativa dei Verdi potrebbe avere qualche effetto positivo in alcuni settori, come i servizi, "dove c'è stata un'esplosione di lavoratori esteri."
"Nell'industria invece si tratta unicamente di un aumento di salario dei frontalieri" aggiunge. "Sono già stato contattato da diversi giornali italiani che domani daranno un messaggio di esultanza per i lavoratori stranieri."
"Ma il popolo si è espresso così e quindi ora bisognerà lavorare tra le parti sociali per tradurre nella migliore maniera possibile questa iniziativa" dichiara Modenini. "Nel Canton Giura hanno votato tre anni fa e non sono ancora riusciti ad applicarla, a Neuchâtel un anno fa e anche lì non è ancora stato trovato alcun accordo. La cosa più intelligente da fare adesso è che le parti sociali si siedano insieme allo Stato e cerchino di trovare una soluzione applicabile. Altrimenti la soluzione potrà essere impugnata davanti ai tribunali."
"Se le parti faranno un lavoro costruttivo la soluzione la si può trovare" conclude Modenini, "se invece si andrà avanti a fare campagna elettorale no."
AS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

