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Ticino
"In Italia ho trovato comprensione"
Redazione
12 anni fa
Mentre c'è chi parla di "logo shock" e di "razzismo", il sindaco di Claro commenta il successo del bollino da lui lanciato

Dopo il Corriere, il delirio.

Sono stati numerosi i media italiani a riprendere l'articolo di stamattina del Corriere della Sera sul logo lanciato dal Comune di Claro per favorire le aziende che occupano manodopera residente in Ticino, svizzera o straniera che sia.

E sembra quasi che questi media abbiano lanciato tra di loro una gara al titolo più forte.

Per esempio, il popolare quotidiano Leggo interpreta a modo suo il logo di Claro e titola: "Il Comune Svizzero che dà lavoro solo ai residenti: non assumiamo gli italiani."

L'articolo esordisce poi con "c'è un comune in Svizzera, chiamato Claro, che si fa vanto di assumere soltanto manodopera residente, e non quella proveniente dall'Italia."

Anche Blitz Quotidiano non ha capito appieno le intenzioni del Municipio di Claro: "Svizzera, logo anti lavoratori italiani: solo personale residente a Claro" titola il noto portale.

C'è poi chi, come Today, titola addirittura "Logo shock nei negozi in Svizzera: qui il personale non è italiano".

"Nuovi razzismi: in Svizzera spunta il logo del Comune per non far lavorare gli italiani" si legge invece sulla homepage di caffeinamagazine.it.

"Quando il razzismo lo fanno a noi: comune svizzero espone un logo sui negozi per non far lavorare gli italiani" titola invece befan.it.

E potremmo andare avanti a lungo...

Ma il promotore di questo logo, il sindaco di Claro Roberto Keller, come giudica il successo che la sua idea sta avendo nella vicina Penisola?

"Beh, successo non so ancora, ma risonanza sicuramente sì" ci dice Keller. "Poco fa mi ha chiamato una troupe di Raitre che vuole venire a Claro per un servizio, mi hanno cercato Il Sole 24 Ore, la NZZ..."

"Devo dire che, a parte certi titoli forzati, ho trovato molta comprensione anche da parte italiana" prosegue il sindaco di Claro. "Perché un padre di famiglia italiano capisce benissimo il padre di famiglia ticinese che vede i suoi figli che non lavorano. E come noi abbiamo la concorrenza a basso costo del personale italiano, loro hanno quella dei cinesi o dei rumeni."

Keller sa benissimo che non sarà un logo ad eliminare le distorsioni del mercato del lavoro in Ticino, ma spera che la sua iniziativa possa almeno sensibilizzare i consumatori e le aziende sull'importanza di sostenere l'economia locale. "Questo logo non vuole fermarsi a Claro, ma diffondersi in tutto il Cantone per dare un segnale forte" afferma Keller. "Perché è impossibile che delle ditte che beneficiano del nostro territorio, delle nostre strutture e delle nostre istituzioni non possano fare uno sforzo in favore dei residenti."

"La nostra idea è quella di far capire che qualcosa si può fare, non obbligando ma portando la gente a scegliere di spendere laddove qualcuno fa qualcosa per il territorio" aggiunge il sindaco di Claro.

Finora si contano sulle dita di una mano le ditte, tutte di Claro, che hanno chiesto il logo, lanciato pochi giorni fa. Keller sottolinea comunque che qualsiasi azienda ticinese, non solo del suo Comune, può farne richiesta.

Keller porta poi il discorso sull'osmosi. "È chiaro che fin quando noi avremo accanto un Italia che costa meno della Svizzera ci saranno dei flussi del genere" afferma Keller. "Ma prima o poi l'Italia e l'Europa usciranno dalla crisi. Noi dobbiamo puntare sull'innovazione e sulla qualità, in modo da non farci cogliere impreparati quando l'economia continentale ripartirà. Altrimenti resteremo tagliati fuori."

AS

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