
Da domenica si può andare in Italia con un tampone negativo e non è più necessario sottoporsi alla quarantena di cinque giorni. Un cambiamento delle regole italiane che ha avuto conseguenze anche in Svizzera. Molti ticinesi, infatti, sono corsi in farmacia per potersi sottoporre al test. “Sì”, conferma il portavoce dell’Ordine dei farmacisti Federico Tamò, “essendo caduta la barriera della quarantena, c’è notevole interesse da parte della popolazione di questi test rapidi per potersi recare oltreconfine”.
Sono a pagamento?
Ma cosa bisogna sapere? La prima domanda che viene fatta da molti è: sono gratuiti? “Nella modifica del 15 marzo, il Consiglio federale ha deciso una strategia più di prevenzione in cui si volevano aumentare le possibilità di test per la popolazione. Un test rapido a settimana può essere preso a carico dalla Confederazione anche per motivi non clinici, il motivo di viaggio può ricadere in questa possibilità”, spiega Tamò.
Per i bambini?
L’Italia ha deciso che anche i bambini devono avere il test, a partire dai due anni di età. Ma dove fare i test ai bambini? La risposta di Tamò è netta: “Tutto quello che è sotto l’età scolastica rimandiamo al pediatra. È giusto che per quella particolare clientela sia il pediatra che abbia il contatto, che ha la sensibilità e la formazione adeguata per fare questi test ai bambini”
Ecco l’intervista completa a Federico Tamò, portavoce dell’Ordine dei farmacisti.
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