
Il Partito Popolare Democratico, in una nota odierna, esprime preoccupazione per il clima di nervosismo venutosi a creare in Ticino dopo il voto del 9 febbraio in merito all’iniziativa "Contro l’immigrazione di massa".
"Nel nostro Cantone il responso delle urne è stato particolarmente chiaro e può essere interpretato in un solo modo" scrive il partito. "Le cittadine e i cittadini ticinesi chiedono risposte concrete a una situazione di evidente disagio. Per questo motivo è necessario che Consiglio di Stato, Gran Consiglio, deputazione ticinese alle Camere federali, partiti politici, sindacati e associazioni economiche collaborino con responsabilità alla ricerca di proposte e soluzioni condivise in vista della concretizzazione legislativa del nuovo articolo costituzionale introdotto il 9 febbraio."
Il Partito Popolare Democratico chiede pertanto che le numerose proposte di risoluzioni, iniziative, mozioni, ecc. presentate in questi ultimi giorni – "tutte legittime e utili alla discussione" – siano preventivamente dibattute e condivise nella più ampia cerchia di attori politici, sociali ed economici, così da trasmettere all’Assemblea federale "messaggi chiari, concreti e che siano capaci di raccogliere il necessario consenso."
A questo proposito il Partito Popolare Democratico deplora "il clima da mercato rionale napoletano in cui si è svolta la discussione sull’introduzione dello statuto speciale, soprattutto per il misero spettacolo offerto alla cittadinanza da alcuni dei suoi rappresentanti, anche nei giorni successivi."
"Il Partito Popolare Democratico – fin dal XIX secolo – è stato l’iniziatore in Svizzera dell’introduzione dei diritti popolari di iniziativa e referendum" si legge nella nota. "Il nostro impegno per concretizzare al meglio la volontà popolare espressa il 9 febbraio 2014 non può quindi essere messa in discussione, tantomeno da partiti che nella loro storia non hanno mai svolto uno solo congresso o che sono ostaggio dei miliardi del loro principale finanziatore."
"Il Partito Popolare Democratico, con queste ferme premesse, rinnova il proprio invito alle forze politiche (responsabili) e alle parti sociali di questo Cantone" conclude la nota, "affinché – dopo questi giorni di gazzarra – la ricerca di soluzioni vere e praticabili torni al centro dell’agenda politica di questo Cantone, sostituendosi all'improvvisazione e alle manie di protagonismo di qualche egolatra."
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