
Se i piccoli negozi faticano a riprendere a pieno regime dopo mesi di lockdown, non sono messi meglio i grandi centri commerciali. La chiusura forzata del FoxTown ha inciso enormemente sul fatturato. La direzione stima una perdita di 50 milioni di franchi in due mesi. A confermarlo ai microfoni di Teleticino Giorgia Tarchini. “È stato un periodo molto difficile tenendo conto che FoxTown chiude 5 giorni all’anno” racconta la manager. “È stata una grande macchina che ha dovuto essere fermata per 60 giorni, ciò che ha comportato un grande lavoro, sia per la chiusura che per la ripartenza. La perdita economica è stata importante e sicuramente la riapertura delle frontiere lunedì prossimo sarà una prima fase di rientro alla normalità. Ma la normalità “vera” l’avremo solo quando ritorneranno i turisti extra europei, quindi sicuramente non prima della fine dell’anno in corso”.
Attualmente la situazione è ancora particolare, con i cittadini svizzeri che possono uscire dal paese, mentre gli italiani non possono ancora entrare. “Non è profittevole per il FoxTown, ma obbiettivamente mi sembra giusto che ci sia un allineamento delle frontiere uguale agli altri paesi, quindi il prossimo 15 giugno” ritiene Tarchini, secondo cui il banco di prova sarà proprio lunedì, quando la Svizzera riaprirà le frontiere con tutti i paesi Shengen. “Sarà importante per capire quanti italiani nelle prossime settimane verranno nella nostra regione, ma soprattutto quanti ticinesi andranno in Italia a far la spesa. È un tema molto caldo e discusso, speriamo che il consumatore ticinese decida di continuare a fare i suoi acquisti in Ticino e di aiutare la nostra economia”. Per tornare a un recupero totale, Tarchini stima tuttavia che ci vorrà circa un anno di tempo. “I turisti cinesi o americani non viaggeranno nel corto termine. Dovremo stringere tutti i denti e far vedere quello che siamo capaci di fare, accogliere i clienti d’oltre Gottardo con il sorriso e far capire che siamo una regione con una validissima alternativa come destinazione turistica”.
Nel frattempo anche nel centro commerciale di Mendrisio sono state prese tutte le precauzioni necessarie per rispettare le direttive sanitarie. “Oggi la normalità prevede un distanziamento sociale, le norme relative al contingentamento per le presenze nei singoli punti vendita. I plexiglas sono stati introdotti nei punti di ristoro e presso le casse dove non è possibile garantire il distanziamento di due metri. Per quanto riguarda le mascherine i tre quarti del personale le usa, mentre ci rendiamo conto che solo una parte dei clienti la indossa”.
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