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Ticino
“In caso di ‘precettazione sanitaria’ italiana che facciamo?”
Redazione
6 anni fa
Galeazzi e altri 4 deputati chiedono al Governo se ha intenzione di introdurre controlli sanitari in dogana e come si comporterà nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare in Italia

“Senza un controllo medico mirato anche sulle frontiere, non potremo mai arrestare il viavai di Covid19 di qua e di là dai confini nazionali”. Lo sottolineano in un’interpellanza al Governo Tiziano Galeazzi (UDC), primo firmatario, e altri quattro deputati (Roberta Soldati e Edo Pellegrini per l’UDC, Lelia Guscio e Stefano Tonini per la Lega), nella quale chiedono come le autorità vorrebbero comportarsi alle dogane sulla questione dei controlli sanitari, seppur la questione sia di competenza federale.

“Nell’Info-point di settimana scorsa, si è appreso che il Cantone Ticino ha chiesto alla Confederazione di potenziare i controlli alle dogane, ma sembrerebbe solo dal punto di vista della mobilità e relativi permessi” rilevano i cinque deputati. “Sul potenziale controllo medico o eventuali certificazioni sanitarie, anche a campione o random, nessuno ha detto nulla”.

I granconsiglieri vogliono inoltre sapere che tipo di richieste e certificazioni mediche o controlli ha richiesto il Cantone nei confronti dei datori di lavoro che impiegano manodopera tranfrontaliera in azienda. “Ci troviamo a confrontarci con un flusso consistente di lavoratori italiani che ogni giorno entrano ed escono dal territorio elvetico, cosi pure come residenti, indigeni e stranieri di passaggio, che dal Ticino si recano oltre confine anche per motivi di lavoro” sottolineano i deputati nell’atto parlamentare. “Il Covid-19, come tante altre patologie, non ha confini e quindi risulta difficile pensare che vi siano persone in transito giornaliero da e per il Ticino immuni”.

Infine i deputati esprimono preoccupazione nel caso in cui la situazione dovesse aggravarsi in Italia. “Nel caso quest’ultima dovesse decidere di “precettare” parte del corpo socio-sanitario italiano che lavora in Ticino, come si riorganizzerebbe il sistema sanitario cantonale? Vi è un piano o delle misure d’urgenza per far fronte a tale situaione? Se si quali? Se no, perchè non si è pianificato questa possibilità?”

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