
L’eco delle bordate dei Verdi rimbomba ancora per tutto il Cantone e, immaginiamo, in particolare in casa PS. D’altronde, gli ecologisti hanno messo le cose in chiaro: “Correremo da soli e non siamo i vostri fratelli minori” è in buona sostanza la posizione ribadita oggi dal movimento. Il motivo di questa schermaglia politica? Presto detto: i Verdi ritengono che il PS si sia defilato - o che li abbia addirittura osteggiati - su temi per loro centrali e che abbia portato avanti una “politica del meno peggio”, rendendosi spesso protagonista di “intrallazzi di governo”. Uno su tutti, decisamente non gradito dagli ecologisti, il compromesso sulla riforma fisco-sociale. Una delle “scelte politiche che hanno spaesato la base” socialista.
Non è dunque un mistero che le elezioni cantonale del prossimo 7 aprile rappresentino un crocevia vitale per il PS. In ballo c’è il seggio in Governo e i Verdi hanno tenuto a precisare che “gli unici responsabili di un risultato negativo del loro partito” sono i socialisti stessi e in particolare “i loro rappresentanti che nel corso degli anni si sono mostrati vieppiù in difficoltà a convincere gli elettori ticinesi della bontà del loro operato in governo e Parlamento”. Delicata sarà pure la posizione del direttore del DECS Manuele Bertoli, il candidato di punta della rosa messa in campo dalla direzione e approvata ieri dal parlamentino. Bertoli ha sempre superato l’esame delle urne, anche se i primi scricchiolii si sono avvertiti in occasione del voto sul credito per la sperimentazione della Scuola che verrà. Una riforma – bocciata - in cui il ministro ci ha messo la faccia.
Il 7 aprile il PS si gioca la conferma del seggio in Consiglio di Stato e in caso di sconfitta il suo ministro verrebbe ricordato come ‘il Consigliere di Stato che perse il seggio’. “In quell’occasione una delle scelte che le ticinesi e i ticinesi dovranno fare riguarda la conferma o meno del seggio della sinistra in Consiglio di Stato”, è l'appello lanciato questa mattina via social da Bertoli, poco prima delle bordate dei Verdi e a sostegno della rosa socialista. “Questa presenza è importante, per far valere anche nel Governo i valori di giustizia sociale e libertà che contraddistinguono i progressisti. La campagna comincia oggi, durerà 6 mesi e sarà piuttosto dura. La posta in gioco è alta e abbiamo bisogno del sostegno di tutti”, ha concluso il Consigliere di Stato. Insomma, ‘serrate i ranghi’.
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