
Secondo i dati di un progetto pilota condotto nella città di Berna e divulgati nello scorso mese di giugno era emerso che il 10% degli stranieri avrebbe ottenuto il permesso di dimora con dei documenti falsi, contraffatti o rubati.
Il risultato aveva preoccupato il consigliere comunale di Lugano Ugo Cancelli (PLR), che lo scorso 21 giugno aveva presentato un’interrogazione intitolata "Permessi di dimora con documenti falsi: un fenomeno che colpisce anche a Lugano?"
L’Esecutivo ha risposto a Cancelli lunedì scorso, ammettendo che "il falso documentale è sempre in auge e in questi ultimi anni c'è stato senz'altro un aumento dei documenti alterati, contraffatti o rubati presentati da richiedenti stranieri per ottenere un permesso di lavoro o di residenza".
Il Municipio conferma inoltre come siano in circolazione “anche svariati permessi svizzeri falsi per stranieri”. Dal rapporto annuale delle Guardie di Confine emerge che, a livello cantonale, i documenti falsificati riscontrati nel 2015 sono stati 664, mentre nel 2014 'solo' 369.
Il Ticino – si legge nella risposta dell’Esecutivo luganese - la competenza per il rilascio dei permessi per stranieri è cantonale. Lo straniero si presenta poi presso l'Ufficio controllo abitanti per registrare il suo arrivo.
La struttura della città di Lugano non permette al Servizio controllo abitanti una visione diretta del documento di frontiera originale, ma entra in possesso unicamente di una fotocopia trasmessa dai servizi dello sportello dei PuntoCittà.
“Il collaboratore allo sportello non ha però le conoscenze necessarie per individuare la contraffazione e in buona fede non può far altro che far proseguire la domanda”, ammette il Municipio.
Tuttavia la Città non ritiene necessario l'acquisto di nuove apparecchiature. Verranno invece organizzate giornate di sensibilizzazione in collaborazione con le Guardie di Confine.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

