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"In assenza di attività violente non ci sono le basi legali per intervenire"
"In assenza di attività violente non ci sono le basi legali per intervenire"
"In assenza di attività violente non ci sono le basi legali per intervenire"
Redazione
7 anni fa
Il Governo ha risposto ai dubbi sollevati da Galeazzi e cofirmatari sui finanziamenti alla Comunità islamica

“Ad oggi in Svizzera (come pure nel resto dell'occidente) il movimento dei Fratelli Musulmani non è considerato quale un movimento terroristico illegale e pur essendo noto che rappresentano una delle più importanti organizzazioni islamiste e che il loro approccio politico all'Islam spesso risulta molto radicale, queste considerazioni non sono sufficienti per ritenerli fuorilegge, almeno ai sensi della legislazione svizzera”. È quanto ha ribadito il Consiglio di Stato nel rispondere all’interrogazione di Tiziano Galeazzi (UDC) e cofirmatari, che avevano chiesto lumi su un flusso di finanziamenti provenienti in passato dal Qatar o da altri Paesi esteri e destinati alla Comunità islamica del Ticino o ad altre associazioni islamiche operanti nel Ticino.

Il Governo ha inoltre ribadito che “in assenza di attività che istigano alla violenza, non vi sono le basi legali per agire” e che i finanziamenti, “fintantoché avvengono in maniera trasparente e non violano normative svizzere”, non costituiscono reato. Il Consiglio di Stato ha pure sottolineato che “non è lecito catalogare (per non dire schedare!) le persone riferendosi a elementi discriminatori quali il credo religioso e le opinioni politiche”.

“Solo in alcuni paesi orientali, Egitto in primis, i Fratelli Musulmani sono stati dichiarati illegali, sebbene tali decisioni siano legate a questioni più politiche che non dettate da un pericolo alla sicurezza interna” – ha ribadito il Consiglio di Stato - Neppure gli Stati Uniti li hanno, per il momento, inseriti nella loro lista delle organizzazioni terroristiche”.

Per quanto concerne la prevenzione della radicalizzazione e dell'estremismo violento il Cantone ha deciso di dotarsi di un dispositivo di prevenzione allo scopo di promuovere misure di sensibilizzazione presso la popolazione, le associazioni sportive e religiose, gli enti partner nel settore della migrazione e dell'amministrazione pubblica cantonale e comunale. Tra queste misure rientra pure la messa in esercizio del portale (www.stopradicalizzazione.ch) di informazione e di prevenzione del fenomeno.

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