
Nell'ambito del progetto di Centro educativo di pronta accoglienza e di osservazione per adolescenti (Cea), il Consiglio di Stato, dopo verifiche svolte in collaborazione con l'Amministrazione federale, prevede di includere "la possibilità di eseguire misure disciplinari e pene di privazione della libertà di corta durata, a condizione che i soggetto sottoposti ai due regimi (protezione e detenzione) non entrino in contatto tra loro".La futura struttura destinata ai giovani in crisi, quindi, avrà due parti ben distinte: da una parte i giovani in difficoltà, dall'altra quelli condannati a una pena detentiva breve. "I servizi cantonali sono ora chiamati a definire gli obiettivi educativi per i destinatari della struttura, le relative modalità organizzative e di gestione, la composizione dell'equipe di supporto, oltre che i dettagli del progetto realizzativo della struttura stessa."Questa indicazione del Consiglio di Stato, riportata oggi da La Regione, fa parte della risposta all'interrogazione di Stefano Steiger (Plr), "Le pacche sulle spalle non bastano", che tra le varie proposte includeva appunto quella dell'ideazione di una struttura per la detenzione dei giovani che delinquono. Una richiesta sollecitata pure dalla Magistratura dei minorenni, secondo cui attualmente vi è una lacuna per quei casi di minori chiamati a scontare una pena detentiva breve.Oggi, infatti, non esiste la possibilità di incarcerare minori in Ticino. Grazie al concordato intercantonale, i minori vengono ospitati in strutture di Oltregottardo. I casi di giovani condannati sono comunque rari: secondo l'ultimo rendiconto annuale, del 2011, la sanzione di privazione della libertà è stata decisa in undici occasioni, tutte sospese condizionalmente.
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