
Manifestare il dissenso del Ticino a Berna e, soprattutto, chiedere il ripristino, dal prossimo luglio, di una moratoria di 3 anni per gli studi medici. Questi gli scopi della risoluzione presentata oggi in Gran Consiglio dal capogruppo PPD Fiorenzo Dadò e sostenuta da PS, Verdi e Lega. Approvata con 69 voti, 0 contrari e 15 astenuti.
"Deploriamo il clamoroso dietrofront del Nazionale sprovvisto di qualsiasi alternativa" ha esordito Dado riferendosi alla recente discussione alla Camera bassa dove, per un solo voto, si è deciso di affossare la moratoria in vigore dal 2013. A sostegno dell'iniziativa il timore che, in un cantone di frontiera quale il nostro, se cadesse la moratoria si assisterebbe ad un'invasione di medici stranieri con conseguente esplosione dei costi della salute.
Argomentazioni che hanno convinto anche il gruppo La Destra, sebbene, per dirla come Sergio Morisoli, "le moratorie non ci piacciono per niente". "Il mercato della salute in Svizzera", ha continuato, "è tutto meno che libero".
Chiaro anche il sostegno dell'MpS. Matteo Pronzini, però, ha puntato il dito contro, citiamo, "la presa per i fondelli da parte della Lega che a livello nazionale ha bocciato la moratoria".
Scettico invece il PLR, che ha deciso di astenersi: in un'ottica liberale, ha spiegato in aula il capogruppo Alex Farinelli, una moratoria non è conforme alla libera concorrenza.
Dal canto suo il ministro Paolo Beltraminelli ha ancora sottolineato l'esplosione del numero dei medici in Ticino quando, pochi anni fa, fu sospesa la moratoria: +28% con impennata dei costi.
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