
Ben 500 persone hanno abbandonato il Patriziato di Intragna, Golino e Verdasio negli ultimi due anni.
Un fuggi fuggi generale, di cui dà notizia oggi La Regione, che è stato causato da una sentenza del Tribunale amministrativo cantonale.
Nell'agosto 2013 i giudici hanno infatti imposto al Patriziato di introdurre un'imposta annua per risanare le proprie finanze. Vi era da coprire un buco di 60mila franchi, per cui il presidente Fausto Jelmorini e i suoi colleghi si sono visti costretti a chiedere un contributo di 80 franchi annui a ogni patrizio.
Ma la richiesta, evidentemente, non è stata ben accolta da tutti. O almeno non da quelle 500 persone che hanno deciso di uscire dal Patriziato.
"Ottanta franchi annui per fuoco, a mio parere, non sono un'enormità, soprattutto per qualcosa a cui si tiene" dichiara al quotidiano bellinzonese il presidente Jelmorini. "Invece abbiamo dovuto assistere a questo fuggi fuggi."
Vista l'ecatombe di patrizi (attualmente ne restano circa 1'050), il risanamento dei conti richiederà quindi più tempo. "Ora i tempi per riequilibrare i conti si allungano a dismisura" afferma Jelmorini. "Di più senza soldi non possiamo essere attivi né propositivi, ci dobbiamo limitare all'ordinaria amministrazione. Non riusciamo neppure a far fronte alle spese urgenti. Una situazione frustrante."
Il Patriziato di Intragna, Golino e Verdasio intende chiedere ora un aiuto al Cantone. In caso di risposta negativa, "potremmo arrivare a chiedere il disconoscimento del Patriziato, che è un po' come fare fallimento" conclude Jelmorini.
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