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Ticino
In 1'500 a Bellinzona per il primo maggio
© Ticinonews
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Redazione
3 anni fa
Unicamente donne hanno preso la parola in Piazza Governo a Bellinzona, rimarcando il bisogno di rispetto per tutti i lavoratori e rivendicando più tempo per sé stesse e per le famiglie.

I temi trattati dalle oratrici presenti sul palco, oggi, a Bellinzona, sono stati numerosi: parità e rispetto per le donne, difesa del potere d’acquisto, conciliabilità tra lavoro e vita privata, tutela dei diritti sindacali. Unicamente donne sono infatti intervenute per celebrare la Giornata internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori, nella capitale ticinese, dove nel primo pomeriggio si è tenuto il tradizionale corteo per le vie cittadine, con circa 1'500 presenti.

Le parole di Chiara Landi

Tra le diverse oratrici era presente Chiara Landi, responsabile del settore terziario di Unia Ticino. Essa ha condiviso alcune riflessioni, in particolare sulla battaglia contro l’ulteriore liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi e del lavoro domenicale, oggetto della votazione del prossimo 18 giugno. “È un affronto, un inganno”, ha affermato Landi. “Ciò va a scapito delle lavoratrici, dei lavoratori e dei piccoli commercianti”. La responsabile del settore terziario di Unia Ticino ha inoltre sottolineato come questo progetto “finirà con l'investire tutti i settori professionali”.

La posizione della donna

In seguito è intervenuta Flavia Koral, lavoratrice presso l’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale e militante VPOD, evidenziando l’importanza del nuovo sciopero femminista del 14 giugno. “Come donne e lavoratrici abbiamo ancora molto da lottare per raggiungere la parità. Chiediamo rispetto sui posti di lavoro, nelle piazze e nella vita”, aggiungendo, “rivendichiamo più tempo per noi e per la nostra famiglia”.

Vita professionale contro vita familiare

Il tema della conciliabilità tra vita professionale e vita familiare è stato ripreso anche da Veronica Galster del sindacato del personale dei trasporti pubblici SEV. “È una problema in particolare per coloro che lavorano a turni”, ha dichiarato Galster. “Per chi ha famiglia, l’organizzazione irregolare del lavoro rappresenta una vera e propria sfida: gli orari irregolari e atipici, la sera e nei fine settimana, sono difficili da conciliare con le responsabilità familiari, soprattutto se si hanno figli in età scolastica o più piccoli”.

Il licenziamento abusivo

Tra le numerose oratrici vi è stata Terry, un’ex postina licenziata abusivamente dalla Posta e militante del sindacato syndicom. Essa ha raccontato come ha intrapreso una battaglia «per ottenere degli orari di lavoro che mi permettessero di andare a prendere la bambina all’asilo nido» e come questa è sfociata in un licenziamento giudicato “abusivo” dal Tribunale federale.