
"Il numero degli appartamenti attualmente conosciuti per lo svolgimento dell'attività di prostituzione e monitorati è di circa 14". Lo scrive il Municipio di Lugano, rispondendo alla consigliera comunale PPD Sara Beretta Piccoli che aveva inoltrato ben due interrogazioni sul tema, per le quali attendeva una risposta da tempo.
Nella sua risposta l'Esecutivo specifica che a seguito dell'operazione Domino, che ha portato alla chiusura di molti postriboli in tutto il Cantone, durante l'anno 2013 si è constatato "un aumento considerevole di ragazze che svolgevano l'attività di prostituzione in diversi appartamenti cittadini". Si è inoltre notato "l'incremento di centri per massaggi e terapie orientali", che lasciava supporre che anche in questi locali venisse svolta questa attività.
Negli ultimi anni, spiega il Municipio, "vi erano solo un numero ristretto di persone che prendevano in locazione diversi appartamenti a loro nome, e che in seguito li subaffitavano a prostitute ottenendo lauti guadagani". Sovente il proprietario o l'amministrazione dell'appartemento non era a conoscenza dell'uso che se ne faceva.
A seguito di questa situazione, la città ha costituito un gruppo di lavoro a livello comunale, facente capo alla direzione della Divisione Affari Giuridici, con rappresentanti del servizio controllo abitanti, edilizia privata e polizia comunale
Il controllo di queste persone e delle loro attività nell'esercizio della prostituzione "causa un'enorme mole di lavoro ai rispettivi servizi" rileva il Municipio, visto che "risiedono per pochi giorni in città e poi cambiano zona, trasferendosi a Chiasso, Locarno oppure anche oltre Gottardo, per rientrare, magari dopo qualche tempo, nuovamentea Lugano".
La situazione è tuttavia "notevolmente migliorata" con le nuove direttive per il rilascio di permessi B e G, che introduce la notifica online per un periodo massimo di 90 giorni. Le registrazioni arrivano "al competente servizio cantonale che è costantemente in contatto con gli agenti della polizia comunale che collaborano con tutti gli attori interessati" sottolinea l'Esecutivo. Si sono inoltre instaurate recentemente anche altre sinergie, per esempio con le polizie comunali limitrofe "per poter meglio monitorare e arginare il fenomeno".
Il Municipio sottolinea infine che "non si è voluto assolutamente procedere con una linea "pura e dura", ma con un monitoraggio ed una verifica costante sul territorio, che ha portato ad ottenere "risultati soddisfacenti".
Il Municipio ricorda infine che sul territorio comunale vi sono ben tre stabili con una destinazione quale postriboli autorizzati all'esercizio della prostituzione. Per quanto riguarda i permessi per il Bar Corona e la residenza Maxim - oggetti di numerosi interrogazioni comunali nel 2008, 2011 e 2013 - il Municipio precisa che è pendente una domanda di costruzione a posteriori, per la trasformazione in casa d'appuntamenti.
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