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Ticino
In 10 giorni raccolti quasi 22 kg di rifiuti
Lara Sargenti
5 anni fa
Un’indagine del DT conferma che il fenomeno del littering è un “malcostume” diffuso nel nostro Cantone, sia in aree urbane e non. I mozziconi dominano la graduatoria

21,8 kg di rifiuti abbandonati su suolo pubblico sono stati raccolti nell’ambito di un’indagine effettuata dal Dipartimento del territorio nel mese di aprile (dal 13 al 23). Oltre la metà dei rifiuti raccolti concerne vetro (28,1%) e plastica (25%). Il documento intende offrire una fotografia sulla composizione e la localizzazione del littering nel nostro Cantone e tiene in considerazione anche i “nuovi” prodotti usa e getta entrati in uso con la pandemia, come le mascherine chirurgiche monouso e i contenitori per il cibo di asporto. I dati dell’indagine confermano che la problematica del littering è un “malcostume diffuso” in Ticino e che tocca svariati contesti territoriali, non solo le città o zone densamente popolate.

L’indagine

L’obiettivo dell’indagine, avviata in collaborazione con l’Azienda Cantonale dei Rifiuti (ACR), era quella di verificare le zone maggiormente colpite dal fenomeno. La raccolta dei rifiuti è stata effettuata in 9 differenti luoghi del Cantone, su percorsi predefiniti e diversificati tra loro (centri urbani, aree periurbane, retroterra) e con una lunghezza variabile tra i 2 e i 5 chilometri. L’intera massa dei rifiuti raccolti è stata portata in laboratorio per essere identificata e separata per tipologia. Si è quindi proceduto alla pesatura e alla catalogazione e, per gli oggetti più comuni (mascherine chirurgiche, bottiglie di plastica e di vetro, mozziconi di sigaretta e lattine), si è tenuto conto anche del numero di esemplari trovati.

I risultati

In totale, come detto, sono stati raccolti, separati e catalogati 21,8 chilogrammi di rifiuti abbandonati su suolo pubblico in modo diretto (dispersione da parte delle persone) o indiretto (per cause naturali, come ad esempio il vento), per una lunghezza complessiva di quasi 31 chilometri percorsi. Il vetro e la plastica costituiscono oltre la metà dei rifiuti raccolti durante l’indagine (53,1%), seguiti da carta e cartone con ben il 16.1% del peso complessivo. Seguono le lattine e l’alluminio (8,2%), i mozziconi di sigaretta (6,1%) e infine le mascherine chirurgiche (1,1%). Il restante 15.3% è costituito da altri rifiuti o materiali diversi.

I mozziconi dominano la graduatoria

Il conteggio di alcuni oggetti rappresentativi o particolarmente diffusi mostra che i mozziconi di sigaretta dominano di gran lunga la graduatoria (5319 pezzi con una media di 591 mozziconi in rapporto al luogo oggetto di indagine). Per quanto riguarda le mascherine, seppur molto urtanti dal lato visivo, si assestano a “solo” 61 pezzi (meno di 10 per luogo ispezionato). Seguono le lattine (57), le bottiglie di plastica (52) e quelle in vetro (22).

Non dipende dalla tipologia del territorio

Il fenomeno del littering non sembra dipendere dalle tipologie di territorio. Sebbene i centri urbani appaiano meno colpiti dal fenomeno, in realtà i dati raccolti dimostrano il contrario. “La percezione ingannevole è verosimilmente dovuta a una maggiore frequenza della pulizia da parte del personale tecnico comunale”, rileva lo studio.

Un malcostume che genera costi

L’abbandono volontario di rifiuti genera costi molto elevati per la collettività (circa 200 milioni di franchi all’anno nella sola Svizzera). Secondo lo studio le cause sono molteplici e sono da ricercare nel cambiamento delle abitudini alimentari e di consumo, come pure nella tipologia di attività praticate nel tempo libero. I mozziconi di sigaretta - di piccole dimensioni, di peso ridotto e non biodegradabili - sono la tipologia di rifiuto maggiormente presente in tutte le aree interessate dall’indagine, mentre le mascherine chirurgiche, elemento nuovo della nostra quotidianità che catturano più facilmente la nostra attenzione, non risultano abbandonate nell’ambiente in termini numericamente maggiori rispetto ad altre tipologie di rifiuto.

Prospettive

La presenza di appositi cestini per i rifiuti non rappresenta necessariamente la soluzione al problema del littering, rileva l’indagine, secondo cui questo problema sociale è risolvibile “unicamente con la collaborazione di tutte le persone coinvolte”. Per sensibilizzare maggiormente la popolazione sulla problematica il DT e l’ACR promuoveranno nel corso dei prossimi mesi delle azioni concrete di prevenzione. Per raggiungere il pubblico più giovane, l’Azienda Cantonale dei Rifiuti ha previsto una serie di servizi dedicati alla didattica e all’insegnamento nelle scuole ticinesi, con l’obiettivo di far comprendere cosa siano i rifiuti e l’importanza di una loro corretta separazione e relativo smaltimento. È stato inoltre creato un nuovo sito tematico sull’abbandono dei rifiuti (www.ti.ch/littering), in cui sono radunate importanti informazioni indirizzate sia agli Enti locali sia alle scuole e volte a contrastare questo diffuso malcostume.

Intervista di Radio3i a Mauro Togni, Capo dell’Ufficio dei rifiuti e dei siti inquinati

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