
Aveva già fatto indispettire la corte in occasione del primo dibattimento, quando non si era presentato a causa di una presunta lombalgia.
Lui, Luca Gabrielli, uno degli otto imputato del processo Muscle Car, è finalmente comparso in aula ieri a Lugano.
Ma ancora una volta ha preso per i fondelli la corte. Come riferisce il Corriere del Ticino, Gabrielli ha detto di doversi assentare per un'urgenza ed ha promesso di tornare in aula per la lettura della sentenza, prevista alle 20.30. Ma poi ha lasciato i giudici ad attenderlo e si è fatto vivo solo dopo le 22, tramite una telefonata con la quale ha avvisato di non poter tornare in aula in quanto era andato "fuori di testa".
La Corte presieduta dalla giudice Rosa Item lo ha poi condannato, in sua assenza, a tre anni da espiare per ripetuta ricettazione, falsità in documenti e truffa.
Si è chiuso così, con un teatrino, il processo sul "più grande giro di compravendita di auto rubate mai registrato alle nostre latitudini", come lo ha definito la giudice Rosa Item. Un processo per il quale, ricordiamo, in febbraio erano già stati condannati tutti gli altri sette imputati.
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