
A margine della conferenza stampa del Cantone di mercoledì pomeriggio, Giorgio Merlani ha parlato con i colleghi di Teleticino dell'uso delle mascherine, della paura di una corsa al test sierologico e della possibilità, al momento molto remota, di un futuro obbligo di vaccinarsi contro il Covid-19.
Questione mascherine: non sarebbe il caso di renderle obbligatorie almeno nei luoghi più sensibili? In fondo una misura simile era stata imposta anche per gli over-65, dove non ci si era limitati a consigliare... "E si è visto che fine ha fatto la raccomandazione legale, rispettivamente l'obbligo... (ride) In effetti la Confederazione ha detto che non c'erano gli estremi per obbligare in quell'aspetto. Stessa questione per la mascherina. La cosa importante è dare un messaggio forte e chiaro, ovvero che è utile, che se tutti la utilizzano ci si protegge a vicenda e quindi si aiuta a rallentare la situazione. Se poi in una situazione particolare si può potrà magari pensare di subordinare certe attività, come l'entrare nei negozi o salire sui mezzi pubblici, all'utilizzo della mascherina... questa potrebbe essere un ulteriore passo. Ma non vedo gli estremi di un obbligo generalizzato.
Lei, in conferenza stampa, ha richiamato l'attenzione sui test sierologici: teme una corsa al test dei cittadini? "Temo la corsa al test di cittadini disinformati: perché se uno riceve una risposta positiva al test e poi si sente tranquillo allora la cosa è doppiamente problematica. Perché non sappiamo allo stato attuale cosa vuol dire esattamente una risposta positiva al test: ci protegge da una seconda infezione? Ci protegge oggi? Domani? Tra tre o sei mesi? Queste risposte non lo abbiamo, dobbiamo capire meglio la situazione per poterle dare. La corsa al test può essere pericolosa anche perché se una persona magari, credendo di aver fatto l'infezione, non rispetta più le norme igieniche... ecco che voilà, ripartiamo coi contagi".
Covid e vaccino: è plausibile che questo possa essere reso obbligatorio in caso di una scoperta in tempi brevi? "È una domanda molto prematura, io credo che dovrà essere valutato in quel momento e a seconda di quanta popolazione sarà già coperta. Però, senza anticipare nulla, sappiamo che una grande maggioranza della popolazione vuole il vaccino e se più del 60% della popolazione fosse immune, il virus non potrebbe più diffondersi. Penso che nel momento in cui arriverà il vaccino ben più del 60% della popolazione vorrà farsi immunizzare, rendendo quindi non necessario introdurre l'obbligo.
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