
Il Ticino non è più l'Eldorado per gli imprenditori italiani. Lo ha scritto oggi il quotidiano milanese "Il Giorno", spiegando che dall'inizio dell'anno già 395 aziende hanno chiuso i battenti: "Perché in Ticino chi sgarra è costretto a chiudere".
Cifre, quelle de "Il Giorno", da prendere con le pinze, ma comunque indicative di un fenomeno ancora in parte inesplorato: quello delle aziende che si insediano nel nostro Cantone ma desistono entro breve tempo.
Il Giorno cita quali cause di questo fenomeno l'alto costo dei terreni industriali in Ticino, l'altrettanto elevato costo della manodopera, lacune organizzative da parte degli imprenditori ed i rigidi controlli delle autorità elvetiche.
È davvero così?
Tra coloro che conoscono bene le dinamiche dei trasferimenti di aziende vi è senza dubbio il sindaco di Chiasso, Moreno Colombo. L'anno scorso l'iniziativa da lui promossa, Benvenuta Impresa, attirò a Chiasso fior di imprenditori interessati ad insediarsi in Svizzera, e si guadagnò l'attenzione di tutte le principali testate italiane, i cui inviati erano giunti in massa nella cittadina di confine per assistere all'evento.
Alcuni di questi imprenditori hanno poi veramente trasferito le loro attività in Svizzera, ma molti altri, pur essendo arrivati a Chiasso motivatissimi, hanno rinunciato. Perché, è stato loro spiegato durante l'evento, non è tutto oro quello che luccica.
"Noi abbiamo invitato gli imprenditori per spiegare loro quali sono le regole per insediarsi in Svizzera. Abbiamo illustrato loro la legislazione vigente, il livello dei salari, molti aspetti di cui bisogna tenere conto quando si sposta un'azienda" spiega Moreno Colombo. "Certi imprenditori che magari prima pensavano di trasferirsi da noi hanno così rinunciato, dopo aver capito che in Svizzera non ci sono solo vantaggi, ma anche svantaggi."
"Abbiamo inoltre spiegato loro che se chiudono l'attività in Italia perché non vedono un futuro è inutile che si trasferiscano in Svizzera" aggiunge il sindaco di Chiasso. "Perché se un'attività non funziona in Italia, non funzionerà neanche da noi, dove i salari sono più alti."
Benvenuta Impresa, infatti, era nata proprio per rispondere a quel bisogno di informazione da parte degli imprenditori italiani, non per mettere loro davanti un tappeto rosso. "Noi avevamo visto che a Chiasso continuavano ad arrivare nuove aziende, in numero importante, ma che molte di queste non portavano né valore aggiunto né lavoro per i residenti, tipo i call center. In diversi casi abbiamo dovuto addirittura far intervenire i sindacati per farle chiudere, perché violavano manifestamente le regole in vigore nel nostro Paese" spiega Colombo. "Da qui era nata l'idea di creare Benvenuta Impresa, al fine di fare chiarezza con gli imprenditori su come funziona il lavoro in Ticino. Perché noi abbiamo degli spazi a Chiasso, ma vorremmo destinarli a chi ha idee innovative, know how, può produrre degli utili e creare posti di lavoro per i residenti."
Si può immaginare che quelle 395 aziende che hanno chiuso i battenti nei primi mesi di non avevano partecipato all'evento di Chiasso. "Se qualcuno ha chiuso, molto probabilmente è perché non si è informato abbastanza prima di partire" dichiara Colombo. "Benvenuta Impresa si inseriva proprio in questo discorso, di non illudere gli imprenditori."
Ma neanche di scoraggiarli. E in effetti, ci dice Colombo, nei primi sei mesi dell'anno a Chiasso sono state iscritte ben 175 nuove società, tra SA e SAGL. Di sicuro non tutte queste società sono giunte a Chiasso dall'Italia, ma il dato mostra come l'afflusso di aziende in Ticino sia tuttora molto forte. Il Municipio intende ora analizzare tutti i dati di questi nuovi arrivi, per fare un quadro della situazione."
Nel contempo prosegue l'opera di sensibilizzazione, in particolare nei confronti delle fiduciarie, che vengono invitate a informare bene gli imprenditori sulle regole in vigore in Svizzera al momento dell'iscrizione di una nuova società. Anche il Cantone, secondo Colombo, dovrebbe rivestire un ruolo più attivo nel fornire indicazioni alle fiduciarie.
Se verrà organizzata una seconda edizione di Benvenuta Impresa è ancora tutto da decidere. L'associazione di promovimento economico di Chiasso ha comunque sempre a disposizione un nutrito argomentario nel quale vengono spiegati correttamente i benefici di un trasferimento, ma anche le regola da rispettare.
Perché la parola chiave per eliminare questo fenomeno delle aziende dalla breve durate di vita, ribadisce Colombo, è solo una: informazione.
AS
Per chi fosse interessato, l'argomentario realizzato dal Comune di Chiasso per gli imprenditori italiani è nel pdf allegato
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