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Ticino
Imprese familiari, una colonna portante dell’economia ticinese
Redazione
3 anni fa
Sono circa 8'300 le aziende familiari attive in Ticino. Imprese che negli ultimi due anni hanno conosciuto una crescita della cifra d’affari.

"Siamo una colonna portante dell'economia cantonale". Presentando fatti e cifre, l'Associazione imprese famigliari Ticino sottolinea l'importanza del settore, confrontato nell'immediato futuro con numerose sfide e alcuni cambiamenti, come quello di presidenza. “Abbiamo mappato circa 8'300 aziende familiari e i risultati del nostro osservatorio sono particolarmente positivi”, conferma ai microfoni di Ticinonews il professore in Imprenditorialità e strategia d'impresa della Supsi Carmine Garzia. “Si tratta di aziende che hanno generato ricavi per oltre 17 miliardi di franchi e che hanno conosciuto negli ultimi due anni una crescita della cifra d’affari “.

L’importanza di queste entità

Quelli citati precedentemente sono numeri che fotografano lo stato di salute ma soprattutto l'importanza delle imprese familiari ticinesi. “Se guardiamo i dati a livello federale, possiamo dire che malgrado tutto l’economia sta in piedi grazie a entità semplici, mono o bi-familiari, che portano avanti piccole attività e che in Ticino costituiscono un buon 10-15% del PIL cantonale”, spiega il fondatore dell'Associazione Flavio Audermars.

Il cambio ai vertici

Proprio ieri, Audemars ha ceduto la presidenza dell'associazione, che rappresenta oltre 90 imprese di famiglia di tutti i settori economici, a Martino Piccioli, finora membro di comitato e a capo del CdA della Plastifil di Mendrisio, azienda giunta alla sua quarta generazione. Un passaggio di testimone che porta con sé diverse sfide. “Ci sono vari aspetti, da quelli più generali a quelli che ci caratterizzano in maniera particolare: il contesto familiare, il contesto di government all’interno della famiglia, e la successione, che è sempre un momento critico”, afferma Piccioli. “Bisogna poi cercare di dialogare in modo aperto con la politica, far conoscere ancora di più le nostre realtà e le nostre specificità, perché ci sono aspetti, anche fiscali, nel passaggio generazionale che a volte lo rendono difficile, rischiando così di far perdere un’azienda sul territorio”.

Guardare al di là dei confini cantonali

Territorialità, ma non solo: contrariamente a quanto si possa pensare, quello delle imprese familiari è un settore particolarmente dinamico anche sui mercati nazionali e internazionali. Proprio per questo lo sguardo deve andare anche al di là dei confini cantonali. “Abbiamo visto quanto sia diventato difficile a livello internazionale, con le crisi che si sono succedute negli ultimi tre anni”, prosegue Piccioli. Inoltre “le condizioni cambiano continuamente. Rimanere quindi aggiornati e competitivi con le condizioni quadro, per aziende come le nostre che si spostano meno facilmente rispetto a gruppi grossi, è decisivo per la sopravvivenza”.

Un momento delicato

Per essere considerata "di famiglia", un'azienda deve avere al suo attivo almeno la seconda generazione. E più passano le generazioni, più aumenta il rischio di non riuscire nella successione familiare. Un aspetto che per il professore Carmine Garzia è motivo di preoccupazione. “Abbiamo tante imprese che si devono preparare a fare il passaggio generazionale alla terza, che è quello più critico”, analizza Garzia. “Siamo in una fase positiva, ma ci apprestiamo a confrontarci con un periodo particolarmente delicato”.

 

 

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