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Gran Consiglio
Imposta di circolazione, sì al nuovo compromesso
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Laura Milani
4 anni fa
Dopo settimane di polemiche e colpi di scena, il Parlamento approva il compromesso per ridurre l’imposta di circolazione senza disparità di trattamento.

Dopo un iter lungo e tortuoso, via libera infine, oggi dal Gran Consiglio, al compromesso raggiunto all’ultimo minuto per ridurre l’imposta di circolazione dal 2023. Un correttivo formulato attraverso un decreto legislativo urgente che, contrariamente al testo originale, da un lato permetterà di evitare disparità di trattamento tra veicoli con diversi cicli di omologazione adattando i parametri del calcolo, dall’altro non ridurrà eccessivamente il gettito totale in un periodo di precarietà finanziarie. Il tutto riducendo effettivamente l’imposta di circolazione come approvato dal popolo lo scorso 30 ottobre.

Il nuovo gettito

Il gettito totale passerà quindi dagli attuali 105 milioni a 81,5 milioni, una via di mezzo fra i 77 chiesti inizialmente dagli iniziativisti e gli 85 proposti dopo il voto dal Governo con un messaggio poi ritirato per mancanza di accordo.

Il "tipico compromesso elvetico"

Sono stati 58 i voti favorevoli (un solo contrario) a quello che il presidente del Centro e sostenitore dell’iniziativa approvata dal popolo lo scorso 30 ottobre Fiorenzo Dadò ha definito “il tipico compromesso elvetico, il giusto equilibrio tra due estremi”.

Gobbi: "Dialogo costruttivo"

Soddisfatto anche il consigliere di Stato Norman Gobbi che ha parlato di “dialogo costruttivo” e auspicato lo stesso clima per l’anno prossimo, quando comunque bisognerà tornare a parlare di calcolo dell’imposta di circolazione con una modifica della legge che consideri anche l’evoluzione del parco veicoli con vetture sempre meno inquinanti.