Cerca e trova immobili
Votazioni cantonali
Imposta di circolazione, nessun ricorso al Tribunale federale
Redazione
4 anni fa
I promotori dell’iniziativa “Per un'imposta di circolazione più giusta!” hanno deciso oggi di rinunciare alla possibilità di ricorrere al Tribunale federale. Un loro reclamo era già stato respinto dal Consiglio di Stato.

I promotori dell’iniziativa “Per un'imposta di circolazione più giusta!”, che avevano presentato alla Cancelleria dello Stato un reclamo per le modifiche apportate all’opuscolo informativo del testo in votazione il prossimo 30 ottobre, dopo essersi visti respingere dal Consiglio di Stato tale reclamo, hanno deciso oggi di non ricorrere al Tribunale federale.

Cosa era successo

Il prossimo 30 ottobre 2022 il popolo ticinese si esprimerà sull’iniziativa “Per un’imposta di circolazione più giusta!”. Il 29 agosto 2022 il deputato Marco Passalia, primo firmatario dell’iniziativa popolare, aveva presentato reclamo contro la decisione della Cancelleria dello Stato di modificare "arbitrariamente" parte del testo dell’opuscolo informativo contenente le argomentazioni a sostegno dell’iniziativa elaborate dai promotori della stessa. L'8 settembre il Consiglio di Stato ha respinto questo reclamo. Malgrado vi sia la facoltà di ricorrere al Tribunale Federale, gli iniziativisti si sono riuniti oggi e hanno deciso di rinunciare.

Le motivazioni

I promotori hanno spiegato le ragioni della loro rinuncia in un comunicato stampa. Prima di tutto, si legge, "è fondamentale che l’iniziativa possa entrare subito in vigore nel 2023 senza ulteriori ritardi". È stata "lasciata nei cassetti per 5 anni e in questo periodo storico di aumento generalizzato dei costi della vita (beni alimentari, cassa malati, carburanti ed elettricità) vogliamo che questa iniziativa entri in vigore già a gennaio 2023, visto che è l’unica misura che andrà ad abbassare i costi a carico dei ticinesi". Inoltre, per il cittadino che ancora deve esprimere il proprio voto, "è essenziale che venga spazzata via l’incertezza sull’entrata in vigore dell’iniziativa". Rinunciando al ricorso, "i cittadini sapranno che sostenendo l’iniziativa potranno vedere l’applicazione del testo già nel 2023". Infine, hanno giocato un ruolo anche le rassicurazioni ricevute negli ultimi giorni dal consigliere di Stato Norman Gobbi in merito al fatto che il testo di legge verrà applicato "nel rispetto della volontà dell’iniziativa di diminuire l’imposta di circolazione in maniera equa e giusta", in particolare "per quanto riguarda la differenziazione del calcolo in base ai cicli di omologazione CO2 (così da non sfavorire le auto omologate con il nuovo ciclo) e la moratoria per le auto immatricolate prima del 2009".

In conclusione

Per concludere, sebbene gli iniziativisti "siano convinti" della correttezza del reclamo fatto al Consiglio di Stato, è stato ritenuto più importante "dare alla popolazione un segnale chiaro della volontà di ridurre un’imposta di competenza cantonale in questo periodo di aumento generalizzato del costo della vita. Gli iniziativisti auspicano che il proprio agire "abbia funto da monito per future ingerenze da parte del Governo cantonale nelle iniziative popolari, evitando che si renda necessario dare avvio a contenziosi in sede giudiziaria".

I tag di questo articolo