
In mancanza di un accordo sull'applicazione dell'imposta di circolazione per l'anno 2023, il Consiglio di Stato ha deciso di applicare il testo votato dal popolo lo scorso 30 ottobre. Lo rende noto lo stesso Governo, che nella sua seduta odierna ha deciso di ritirare i tre Decreti legislativi urgenti (DLU) che miravano a sanare per il prossimo anno le lacune di natura tecnica presenti nella formula di calcolo sottoposta in votazione. I tre Decreti legislativi urgenti - presentati il 16 e il 25 novembre 2022 - assicuravano "un impatto finanziario non peggiore di quello calcolato con la formula più favorevole agli iniziativisti", sottolinea il Consiglio di Stato. Testo, quello dell'iniziativa, che però "non tiene conto della differenziazione della formula in base al ciclo di omologazione dei veicoli e genererà per il 2023 (con la moratoria per i veicoli immatricolati prima del 2009) un gettito complessivo di 85.3 milioni di franchi".
"È mancata una solida maggioranza"
Stando a quanto comunicato dal Governo, il dietrofront è dovuto "all'assenza di una solida maggioranza all'interno delle forze parlamentari a sostegno di una delle proposte presentate". E questo nonostante "gli sforzi profusi dal Consiglio di Stato e dai servizi dell’Amministrazione cantonale nell’ottica di una collaborazione costruttiva finalizzata a trovare una soluzione ottimale e condivisa a favore del Canton Ticino e della sua popolazione".

