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Ticino
"Impossibile proteggere tutte le pecore dal lupo"
"Impossibile proteggere tutte le pecore dal lupo"
"Impossibile proteggere tutte le pecore dal lupo"
Redazione
9 anni fa
Uno studio di Agridea evidenzia che nel 70% delle aziende ticinesi risulta molto difficile mettere in atto le misure

In Ticino "le misure di protezione delle greggi sono impossibili da applicare sistematicamente e globalmente su tutto il territorio".

È quanto evidenzia uno studio realizzato dalla ditta di consulenza Agridea su mandato del Consiglio di Stato e dell'Ufficio federale dell'ambiente, riportato nella risposta a un'interrogazione di Francesco Maggi (Verdi) cui il Corriere del Ticino dedica oggi un articolo.

L'analisi ha preso in considerazione 20 aziende di base e 20 di estivazione. Tra queste emerge "che solo il 30% delle greggi delle aziende visitate possono essere gestite in maniera tale per cui il rischio di predazione risulta diminuito o gli adattamenti sono di lieve entità. Nel resto delle greggi appartenenti alle aziende visitate risulta molto difficile mettere in atto delle misure di protezione ragionevolmente esigibili come indicato nell'Ordinanza sulla caccia. I cambiamenti necessari per garantire una protezione degli animali sono importanti, drastici e molti difficili da attuare."

"Le misure consigliate da Agridea e riconosciute dall'Ufficio federale dell'ambiente sono le recinzioni elettrificate sul pascolo, i cani da protezione e il pastore" si legge nella risposta governativa. "La protezione della stalla aziendale non è al momento contemplata nelle raccomandazioni di Agridea, dato che fino ad ora tale struttura era considerata un rifugio sicuro."

All'inizio di quest'anno, però, il lupo ha predato pure nelle stalle, nonostante, almeno in un caso, "era presente un recinto elettrificato conforme alle direttive di Agridea".

Le pecore ticinesi sono quindi in pericolo. Il Governo sottolinea però che "dallo studio sono comunque emerse alcune piste di lavoro in una prospettiva a medio-lungo termine che dovrebbero attenuare parzialmente i conflitti legati alla presenza dei grandi predatori con l'allevamento ovicaprino ticinese."

"In particolare è stata condivisa dal gruppo la necessità di procedere ad una verifica delle possibilità di adottare delle misure di protezione possibilmente per tutte le aziende e gli alpeggi con bestiame ovino e caprino valutandone contemporaneamente anche la sostenibilità economica" scrive il Governo. "Si prevede inoltre di formalizzare i perimetri di vago pascolo per ogni azienda e di approfondire la creazione di una Commissione cantonale per gestire e decidere l'attribuzione dei cani da protezione greggi."

In conclusione il Governo scrive che "grazie allo studio l'UFAM dispone ora di importanti informazioni circa la realtà ticinese, le quali dovranno essere prese in seria considerazione nella verifica e in un possibile adattamento della strategia federale di gestione dei grandi predatori."

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