
"Un'ala inutilizzata del penitenziario della Stampa a Lugano è già in fase di ristrutturazione per accogliere detenuti provenienti dalle sovraffollate carceri di Ginevra". È quanto avrebbe detto stamattina il consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet.
Le sue dichiarazioni, riprese dalle agenzie di stampa, hanno subito creato un certo allarmismo nel nostro Cantone. Ma come, si chiede il cittadino comune, le nostri carceri sono già piene e vogliamo importare altri detenuti?
"Assolutamente no!" dichiara il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi, smentendo il suo omologo ginevrino. "Probabilmente le frasi di Maudet sono state mal interpretate. L'ho già chiamato per spiegargli che avrei dovuto correggere quanto attribuitogli dalla stampa."
Il direttore delle Istituzioni spiega che effettivamente quell'ala inutilizzata è stata rimessa a nuovo, con lavori iniziati nel 2012 e conclusi negli scorsi giorni. All'epoca in cui venne decisa la ristrutturazione si pensava di destinare questi nuovi posti ai criminali stranieri in attesa di espulsione, una categoria che stava assumendo dimensioni sempre più preoccupanti.
Ora questa emergenza è in parte rientrata. Ma ciò non significa che ci siano spazi in abbondanza, anzi. Gobbi precisa come al momento vi siano solo due posti liberi al penitenziario cantonale, con un'occupazione che sfiora il 100%. Per cui una volta che questa nuova ala sarà ultimata, i nuovi spazi ricavati verranno utilizzati per i detenuti ticinesi.
Il concetto è chiaro e il direttore delle Istituzioni lo ribadisce: "È escluso che alla Stampa arrivino detenuti da altri Cantoni".
AS
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