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Ticino
Importanti finanziamenti per la ricerca medica ticinese
Importanti finanziamenti per la ricerca medica ticinese
Importanti finanziamenti per la ricerca medica ticinese
Redazione
7 anni fa
Il FNS ha stanziato 1,6 milioni per un progetto di ricerca dell'EOC e 2,5 milioni per lo IOR

Il Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica (FNS) ha stanziato due importanti finanziamenti per la ricerca medica ticinese. Il primo concerne un progetto di ricerca portata avanti congiuntamente dall’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) e all’Ospedale universitario di Basilea. Per questo studio l'FNS ha stanziato un finanziamento di oltre 1.6 milioni di franchi. Il progetto di ricerca si prefigge di studiare una tecnica meno invasiva per la ricostruzione del seno con protesi. Il secondo importante finanziamento è invece stato assegnato allo IOR. Si tratta del 'Sinergia Grant', un premio del valore di 2,5 milioni di franchi che servirà a finanziare il progetto di ricerca del Prof. Jean-Philippe Theurillat (IOR), che ha lo scopo di viluppare e ottimizzare approcci di studio e strumenti di intervento per rilevare prima e guidare poi le mutazioni interne al sistema ubiquitinico nel contesto della malattia del cancro.

1,6 milioni per l'Ente Ospedaliero Cantonale e l'Ospedale universitario di BasileaIl progetto portato avanti congiuntamente dai due istituti si prefigge di studiare il miglioramento della qualità di vita a medio termine della donna modificando il posizionamento dell’impianto di silicone per la ricostruzione del seno. La ricerca ipotizza che il posizionamento dell’impianto di silicone per la ricostruzione immediata del seno dopo mastectomia con risparmio totale della cute sia meglio tollerato nel piano pre-pettorale (cioè sottocutanea) rispetto al piano retro-pettorale.

Si tratta di un progetto di ricerca clinica multicentrico di cui sono responsabili il Prof. Dr. med. Walter Paul Weber, primario di chirurgia del seno e co-responsabile del Centro di Senologia all’Ospedale Universitario di Basilea, ed il Prof. Dr. med. Yves Harder, responsabile del Servizio di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica dell’EOC. Nello studio saranno coinvolte pazienti del Centro di Senologia della Svizzera Italiana, con il quale il professor Harder collabora. Il finanziamento è previsto per una durata di cinque anni ed è la prima volta che questo Servizio dell’EOC ottiene un finanziamento dal FNS.

Un 'Sinergia Grant' di 2,5 milioni per l'Istituto Oncologico di RicercaIl prestigioso 'Sinergia Grant' del FNS è stato assegnato al progetto del Prof. Jean-Philippe Theurillat dell’Istituto oncologico di ricerca (IOR, affiliato all'USI). Si tratta di un finanziamento di 2,5 milioni di franchi. La ricerca multidisciplinare sarà condotta sotto la direzione dello IOR e con la partecipazione di altri prestigiosi laboratori come il Broad Institute of Massachusetts Institute of Technology (MIT) and Harvard University (Stati Uniti), l’Institute of Surgical Pathology'' dell’Università di Zurigo e l’Institute of Pharmaceutical Biochemistry dell’Università di Ginevra.

L'obiettivo generale del progetto è quello di sviluppare e ottimizzare approcci di studio e strumenti di intervento per rilevare prima e guidare poi le mutazioni interne al sistema ubiquitinico nel contesto della malattia del cancro. Gli approcci sviluppati e i risultati attesi aiuteranno a capire come i cambiamenti dell'ubiquitina nelle proteine distinte consentano la crescita tumorale e come questa conoscenza possa essere sfruttata per progettare interventi terapeutici più specifici in pazienti oncologici i cui tumori sono spinti da alterazioni del sistema di ubiquitina.

Il gruppo del Prof. Theurillat utilizzerà un approccio multidisciplinare che prevede l’utilizzo di metodi biochimici per rilevare le alterazioni dell'ubiquitina in campioni tumorali clinici e modelli di colture cellulari derivate dal paziente, così come tecniche per visualizzare l'interazione tra proteine specifiche e piccole molecole chimiche. Secondo il Prof. Jean-Philippe Theurillat: “Il progetto di ricerca potrà stabilire un quadro innovativo ed efficace per decifrare e indirizzare i meccanismi molecolari collegati alla degenerazione dell’ubiquitina, applicabili anche nel contesto di numerose altre malattie”.

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