
Un nuovo e molto importante riconoscimento per la qualità della ricerca oncologica eseguita allo IOR (Istituto Oncologico di Ricerca) è arrivato in questi giorni dall’Università di Zurigo. Lo IOR fa parte della divisione ricerca dello IOSI (Istituto Oncologico della Svizzera Italiana) e raggruppa tutti i laboratori di ricerca oncologici situati all’interno delle strutture logistiche dell’IRB a Bellinzona.
Alcuni mesi fa l’Università di Zurigo, grazie a un lascito testamentario, aveva aperto il concorso per sei progetti in cardiologia e oncologia, ognuno dei quali avrebbe ricevuto un finanziamento di all’incirca un milione di franchi. I progetti dovevano essere realizzati in Svizzera e dovevano contenere sia un aspetto di ricerca di laboratorio che un’applicazione a studi legati ai pazienti, cioè alla ricerca clinica.
In questi giorni è arrivata la comunicazione ufficiale della decisione della commissione internazionale di esperti, che ha valutato i molti progetti sottoposti: uno dei tre progetti che verranno finanziati per quanto riguarda la ricerca sul cancro è quello presentato dal gruppo diretto da Dr. Andrea Alimonti dello IOR. Il progetto vuole valutare in uno studio clinico, che comprenderà pazienti con carcinoma della prostata, l’impatto di una scoperta fatta dal gruppo del Dr. Alimonti che era stata pubblicata all’incirca un anno fa nella prestigiosa rivista Nature. Secondo i risultati conseguiti dai ricercatori di Bellinzona, all’interno dei tumori prostatici si ritrova un certo tipo di globuli bianchi, le cellule mieloidi, che hanno la capacità di fortemente diminuire l’impatto terapeutico dei farmaci normalmente usati per trattare questo tipo di tumore. Per questa scoperta del Dr. Alimonti, l’Università di Berna gli aveva già assegnato alcuni mesi fa il premio Steiner, che gli verrà consegnato in una cerimonia ufficiale che si terrà nel novembre di quest’anno. Ora si tratta di vedere quanto questa scoperta possa essere applicata alle terapie usate nei pazienti oncologici ed è questo il contenuto del progetto ora scelto per questo sostanzioso finanziamento da parte dell’Università di Zurigo.
Il progetto è stato concepito e verrà portato avanti assieme al Dr. De Bono, Primario di Oncologia Medica del prestigioso istituto Royal Marsden Hospital di Londra. Il Dr. De Bono è considerato in Europa il maggior esperto per quanto riguarda le terapie del carcinoma della prostata. In pratica bisognerà vedere se eliminando questo tipo di globuli bianchi si riuscirà a potenziare e possibilmente di molto i risultati che si possono ottenere con le terapie attualmente a disposizione per trattare questo tipo di tumore. Questo studio dovrebbe iniziare contemporaneamente sia a Bellinzona che a Londra.
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