
Vaccino, andamento epidemiologico e mascherine. Sono questi i temi trattati nell’intervista dei colleghi di Radio3i con il medico della Clinica Luganese Moncucco, Christian Garzoni. “Il virus non è scomparso, bisogna mantenere alta la guardia” spiega il medico che raccomanda caldamente l'utilizzo della mascherina sui mezzi pubblici.
C’è chi parla di un vaccino già in autunno ma l’OMS ha detto che, nella visione più ottimista, arriverà nel 2021.“Oggi è difficile dare una risposta definitiva e una risposta sicura. I tempi classici per creare un vaccino sono relativamente lunghi e nelle migliori delle ipotesi oggi bisogna calcolare un anno e mezzo, se non due. Questo perché bisogna identificare il tipo di vaccino, bisogna testare se gli anticorpi sono di buona qualità, bisogna poi provarlo nelle persone e la prassi necessita di mesi e mesi. Poi bisogna produrlo su larga scala e fare la popolazione mondiale ne abbia accesso. Per questi motivi è difficile che per l’autunno sia pronto. Nella migliore delle ipotesi il 2021. Comunque sono molto felice che gli sforzi stanno andando nella direzione della possibilità di creare un vaccino”.
I laboratori a livello mondiale sono tutti puntati sulla ricerca del vaccino. Tra l’altro anche in Ticino sono arrivate nuove notizie.“Humabs Biomed, è ditta di biotecnologie e con loro abbiamo iniziato un’ottima collaborazione con pazienti Covid guariti. Ieri Humabs ha pubblicato i primi risultati sugli anticorpi neutralizzanti del Covid. È stato possibile identificare in pazienti guariti degli anticorpi che vanno sul virus e lo bloccano. Questo è importante perché così si può andare sulla strada di creare un vaccino che crea anticorpi o una terapia con anticorpi specifici”.
C’è anche chi ventila la possibilità che questo virus così come è arrivato possa andare via.“In biologia tutto è possibile. Diciamo che noi dobbiamo ragionare su scala mondiale globale ed è questo che ha reso difficile la gestione di questo virus. Quando guardavamo la Cina e indicavamo il virus solo come problema ci eravamo dimenticati che la gente viaggia, e può trasportare il virus. Noi potremmo in teoria arrivare a debellare il virus dal Canton Ticino. Ma in un’ottica globalizzata come la nostra, il virus probabilmente tornerà perché qualcuno viaggerà in un posto dove c’è. Questo coronavirus oggi circola, i focolai pesante nel resto del mondo intratterranno la persistenza del virus. È illusorio pensare che sparisca così”.
Per capire i risultati del nostro comportamento bisognerà aspettare un paio di settimane. Il 27 aprile sono state introdotte le prime aperture eppure ancora oggi la curva dei contagi è ben appiattita.“Fa ben sperare. Ci sono vari aspetti. Quando il virus è poco presente come adesso significa che gli sforzi di tutti sono stati efficaci, questo ha permesso di avere un virus quasi assente e quindi è chiaro che avendo poco virus che circola la curva fa molta fatica a ripartire. La vera risposta la potremo avere nel corso della fine di maggio e inizio di giugno. È chiaro che se i numeri restano fra lo zero e il 10 ma soprattutto stabili, vuol dire che le aperture sono ben bilanciate da una serie di misure”.Le misure. Garzoni ricorda: “L’igiene delle mani, un buon comportamento e l’utilizzo delle mascherine quando non ci sono distanze. Questo è importante che lo facciano tutti e ricordo il contact tracing. Tutte queste cose fanno sì che il virus resti poco presente”.
Questione mascherine. Il Consiglio federale non obbliga le persone a metterla ma è fortemente consigliata sui mezzi pubblici. Però in realtà non si vedono tante persone che la indossano.“Trovo che sia peccato. C’è una raccomandazione forte anche del Medico cantonale di utilizzarla. La mascherina è primariamente un atto di rispetto verso gli altri. Perché noi sappiamo che oggi la metà delle persone con Covid non ha sintomi e quindi se porta la mascherina non fa diffondere il virus. E in più, la mascherina ha anche un effetto di efficacia di protezione per sé stessi. Ieri ero sul treno e non c’era nessuno con la mascherina. Partirà a breve una campagna dei mezzi pubblici per utilizzarla di più, e io invito tutti a utilizzarla”.
“Sabato – conclude il medico - sono andato a fare la spesa e ho visto situazioni dove le persone erano ammassate tra le corsie. Questo virus non è scomparso, non dobbiamo dimenticare gli sforzi che abbiamo fatto. Nessuno vuole arrivare a una nuova chiusura. Quando le distanze sociali non sono garantite la mascherina va utilizzata”.
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