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Ticino
“Impieghi raddoppiati anche grazie all’estero”
Marco Jäggli
5 anni fa
La Chocolat Stella di Giubiasco è tra le aziende che teme ricadute negative dalla mancata approvazione dell’accordo quadro: “Il 60% delle nostre esportazioni è nell’UE, temiamo i rincari”

Dopo l’abbandono, avvenuto mercoledì, dei negoziati per l’accordo quadro con l’Ue, sono molti i settori che temono conseguenze: formazione e ricerca, che si vedranno escluse da consorzi e fondi, l’energia, la sanità e il commercio. Tra questi ultimi, non fa eccezione il mondo del cioccolato: “Il mercato dell’Unione Europea è molto importante in quanto le nostre specialità vengono vendute nel mondo intero e una buona parte dei nostri prodotti va proprio in Europa”, dichiara Alessandra Alberti, direttrice della Chocolat Stella, a Teleticino. Complessivamente, infatti, il 60% della merce esportata dall’azienda finisce nell’Unione Europea: la maggior parte in Francia, al secondo posto l’Italia e al terzo la Germania. Quantitativi che mostrano chiaramente l’importanza di questi mercati per la ditta di Giubiasco, che ora mostra una certa preoccupazione.

Il problema delle certificazioni
Infatti, nonostante i bilaterali garantiscano l’accesso al mercato europeo, potrebbe emergere il problema delle certificazioni: “Gli accordi bilaterali hanno permesso di ridurre il più possibile questi ostacoli tecnici, evitando così delle disciminazioni nelle certificazioni e nelle dichiarazioni dei prodotti. Noi negli anni abbiamo ottenuto diverse certificazioni per la sicurezza alimentare, per i prodotti bio, fair trade, equo-solidali, eccetera”, spiega Alberti, che aggiunge: “Il riconoscimento di queste certificazioni a livello europeo è fondamentale perché altrimenti vorrebbe dire più burocrazia, più lavoro, più tempo e più costi, che non farebbe altro che rincarare ulteriormente i prodotti svizzeri, che già sono tra i più cari al mondo”.

Paura dei dazi
Un’altra ritorsione che non si può escludere del tutto è la possibile introduzione di dazi doganali. Per quanto dunque il cioccolato svizzero sia visto come un’eccellenza rischia di diventare troppo caro: “Dobbiamo avere caratteristiche importanti per essere apprezzati nel mondo. Quindi questa innovazione, questa tecnologia e queste specialità saranno importantissime anche nel futuro, ma non a qualsiasi prezzo perché ci sono molti altri produttori che si danno da fare. Ogni aggiunta di prezzo dunque ostacolerebbe anche una piccola-media realtà come la nostra”.

“È grazie all’estero che abbiamo raddoppiato impieghi e produzione”
La direttrice spera che la politica possa trovare una soluzione e che si renda conto dell’importanza di un’intesa sull’Europa, che per l’azienda di Giubiasco i bilaterali ha significato potersi ingrandire: “Sappiamo che gli accordi bilaterali non finiranno domani, ma il loro valore potrà diminuire nel tempo. Quindi ci vuole impegno da parte della politica ma anche di tutti noi. Per esempio se abbiamo potuto raddoppiare la produzione e il numero di persone negli ultimi anni è sì grazie all’impegno di tutti ma anche perché abbiamo potuto vendere i nostri prodotti in Europa e nel mondo intero. Quindi queste relazioni sono fondamentali per le grandi ma anche per le piccole e medie aziende”.

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