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Ticino
Impianti sciistici sotto pressione, ma c'è comunque ottimismo
Foto Crinari
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Redazione
3 ore fa
Tra chi ha già presentato una richiesta di indennità per lavoro ridotto e chi potrebbe farlo, gli impianti di risalita sono sotto pressione, pur senza rinunciare all'ottimismo. In controtendenza Campo Blenio.

L'inizio del 2026 non è stato facile per i comprensori sciistici del Cantone, che si sono dovuti confrontare con le scarse precipitazioni di neve. Airolo-Pesciüm ha presentato delle richieste di indennità per lavoro ridotto, come riportato da LaRegione, ma non è il solo: è il caso anche di Carì. Anche gli impianti del Nara non escludono di farlo prossimamente. D'altra parte, il settore non rinuncia all'ottimismo. Ticinonews ha sentito i vari comprensori per capire la situazione attuale. 

Carì e Nara, pressione ma anche fiducia

"È stata fatta una richiesta di indennità per lavoro ridotto", spiega Marco Costi, presidente della Nuova Carì Impianti Turistici. Le difficoltà sono legate all'assenza di precipitazioni nevose, specie sotto le feste. Nonostante ciò, il focus è sulla sicurezza: "per questo motivo è importante che ci sia abbastanza neve. Per una questione di responsabilità e coerenza aspettiamo ad aprire nel momento giusto, per evitare potenziali infortuni". In ogni caso, il settore non rinuncia all'ottimismo: "siamo fiduciosi che non manchi molto". La fiducia è anche quella di Matteo Milani, presidente della Amici del Nara SA: "c'è ottimismo, siamo preparati ad aprire nel giro di un giorno lavorativo, ci siamo preparati per iniziare il prima possibile". Per quanto riguarda il comprensorio del Nara, la richiesta di indennità per lavoro ridotto non è ancora stata avanzata, ma è sul tavolo del CdA". 

Campo Blenio in controtendenza

Il comprensorio di Campo Blenio, per contro, vive una situazione in controtendenza: "durante le vacanze di natale ma anche durante lo scorso weekend abbiamo lavorato bene, con quasi 500 passaggi", spiega il direttore Denis Vanbianchi. "È vero che abbiamo dovuto sparare e trasportare della neve, che costa. Però abbiamo potuto proporre un'offerta buona e apprezzata, che ci fa piacere". A risentire delle chiusure è anche il TicinoPass, che è meno sfruttabile. L'offerta, però, secondo Vanbianchi, resta comunque vantaggiosa: "ha delle ottime alternative, soprattutto legate alle stazioni della Surselva. Per esempio Disentis, quando una stazione sciistica è chiusa, offre cinque giornate gratis. Inoltre ci sono altre stazioni che offrono il 50%, come Sedrun-Andermatt-Disentis, Obersaxen, Klewenalp, Brigels, e ci sono anche dei partenariati con impianti oltreconfine".