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Ticino
Impianti di risalita, chiesta la disoccupazione aziendale
Redazione
13 anni fa
La neve tarda e molte destinazioni hanno dovuto posticipare l’apertura degli impianti. “È la peggiore annata degli ultimi cinque anni”

La neve si fa attendere. Gli impianti rimangono chiusi. La preoccupazione sale. Sintesi di un Natale che sulle piste da sci quest’anno si preannuncia magro.

“Se manca la materia prima non si può far niente”, commenta senza mezzi termini Dennis Vanbianchi responsabile degli impianti di Campo Blenio. “È la peggiore annata degli ultimi cinque anni. Domani aprirà il primo skilift con due settimane di ritardo.

Un ritardo che accomuna quasi tutti gli impianti di risalita del cantone, fatta eccezione per Cioss Prato in Valle Bedretto e Bosco Gurin dove sono aperte 5 delle 6 sciovie.

Ad Airolo, inizialmente prevista per oggi, l’apertura degli impianti è slittata al 26 dicembre. “Non rimane che incrociare le dita e attendere la neve, commenta il direttore Luca Muller. Un attesa non priva di preoccupazioni. “Il personale – circa 35 persone - è fermo. “Stiamo valutando se chiedere la disoccupazione aziendale, continua Muller. Se poi a Natale non nevicherà sarà anche peggio, considerato che le vacanze incidono sul fatturato stagionale per il 30%.

E nella neve -che secondo gli esperti dovrebbe cadere abbondante il 25 sera- confida anche Fabio Mandioni responsabile degli impianti del Nara. “Parlare di apertura, inizialmente prevista per metà dicembre, è una parolona. Intanto abbiamo aperto solamente il piattello dei bambini”, ci spiega Mandioni.

Stesso copione per Carì: apertura degli impianti posticipata al 26, richiesta di disoccupazione aziendale in corso e tanta pazienza. La stessa di cui dovranno dare sfoggio a Cardada dove la neve scarseggia. Intanto però da oggi - dopo la pausa di novembre - funivia e seggiovia hanno ripreso a funzionare.

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