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Impennata di distaccati e infrazioni nel 2015
Impennata di distaccati e infrazioni nel 2015
Impennata di distaccati e infrazioni nel 2015
Redazione
11 anni fa
3517 notifiche in più rispetto al 2014. Bagnovini: "Siamo preoccupati, è necessario mantenere alta la guardia"

La crescita continua. Anche nel 2015 il numero di padroncini e distaccati attivi nel nostro Cantone ha visto un rialzo. E se, come successo nel 2014, le cifre si discostano dalle brusche impennate registrate negli scorsi anni (in particolare nel 2013), il trend non smette di preoccupare gli addetti ai lavori. Procediamo con ordine.

Stando alle cifre dell'Associazione inteprofessionale di Controllo – anticipate da RadioFiumeTicino – nel 2015 le notifiche complessive di distaccati e padroncini sono salite a quota 43'844 ovvero 3'531 in piu' rispetto al 2014. A registrare l'aumento maggiore sono stati i lavoratori distaccati, arrivati a 30'007 (3'517 in piu' rispetto al 2014); piu' stabili invece i padroncini saliti a 13'837 (13'823 nel 2014).

“Il fenomeno ha subito un rallentamento” spiega su Rft Nicola Bagnovini Segretario AIC “ma non va comunque sottovalutato. Stando alle nostre stime, il lavoro notificato sottrae circa 1000 posti di lavoro a tempo pieno all'economia allargata del settore della costruzione. Siamo preoccupati ed è necessario mantenere alta la guardia. Noi siamo per una conocorrenza aperta, ci mancherebbe, pero' la condizione è che tutti rispettino le medesime regole come i contratti collettivi di lavoro, le leggi e le normative”.

Interessante anche il dato sui giorni di lavoro svolti dai notificati sul nostro territorio. Lo scorso anno, stando all'Ufficio di Statistica, l'ammontare di lavoro complessivo è diminuito dell'1,2% se paragonato al 2014 con 665'184 giorni rispetto ai 673'280 dell'anno precedente. Detto in parole povere: piu' notifiche ma meno ore.

In forte aumento, invece, le infrazioni arrivate a quota 946 nel 2015 rispetto alle 726 del 2014. “Il numero di infrazioni rilevato dagli ispettori AIC è cresciuto perché abbiamo aumentato il numero di controlli” continua Bagnovini su RadioFiumeTicino “Il fenomeno è preoccupante e va monitorato. Il problema è che il Nord Italia continua ad avere enormi problemi di lavoro. E quindi sempre piu' ditte si riversano disperatamente nel nostro mercato cercando di fare prezzi piu' bassi puntando soprattutto sui salari, sulle ore di lavoro e violando di fatto i nostri Ccl che le imprese serie sono costrette a rispettare. E' ovvio che cosi si crea un sistema di concorrenza sleale a danno delle realtà indigene”.

Romano Bianchi

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