
Le vendite stagnano, affittare è sempre più difficile e il flusso di investitori stranieri è ai minimi storici. E’ un bilancio a tinte fosche quello tracciato dai principali gruppi immobiliari ticinesi, alla riapertura della stagione edilizia, sulla situazione del mercato locale. I colleghi di TeleTicino hanno interpellato le tre principali agenzie attive sul territorio (Interfida, Assofide e Gpm Fidinam) cercando di capire se, dopo anni di euforia, il mattone rischi davvero di entrare in crisi.
Per Luigi Sulmoni, direttore del servizio immobiliare Interfida “la situazione non solo è preoccupante, ma addirittura allarmante. Si è costruito troppo senza che ve ne fosse la necessità”. L’aumento costante di appartamenti sfitti e case invendute degli ultimi anni è destinato ad aumentare, con ripercussioni negative soprattutto sulla fascia di confine. “Chiasso” spiega Sulmoni “rischia di diventare un museo dello sfitto”.
Anche il gruppo Gpm Fidinam non nasconde le proprie preoccupazioni, soprattutto sul fronte dello sfitto commerciale e di alto standing. “Sentiamo una forte contrazione su questi due fronti” dice Marzio Mazzoleni, responsabile vendite “un po’ meno sul resto delle locazioni. Siamo però fiduciosi: con Alptransit le cose potrebbero cambiare”.
Sono quattro le principali criticità condivise dai tre gruppi immobiliari. Innanzitutto, complici anche gli investitori istituzionali (come le casse pensioni), si è costruito molto, troppo per alcuni. Il mercato si è così irrigidito e i contratti di case e affitti ora tendono al ribasso. In secondo luogo è diminuita l’immigrazione “di qualità”: russi, italiani e tedeschi che fino a poco tempo fa acquistavano (anche immobili di lusso) oggi sono spariti. Attenzione poi agli affari troppo facili proposti sempre più spesso da professionisti improvvisati, o senza patentino, che rovinano il mercato. Infine c’è lei: la “famigerata” Lex Weber.
“Famigerata perché è una legge che ci penalizza molto, soprattutto nel locarnese” spiega Giancarlo Cotti, proprietario di Assofide. “Condivido le inquietudini dei colleghi, ma aggiungo che il popolo dovrebbe tornare a votare sulle residenze secondarie”. Preoccupazioni cui fa eco anche il presidente di Svit Ticino Giuseppe Arrigoni. “E’ vero, da metà 2016 ad oggi la contrazione del mercato immobiliare ha subito un’accelerata. Probabilmente servirebbe un ritorno migratorio di qualità”.
Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino delle 18:45
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